Una volta era nota come Zona Cesarini. Ovvero quella manciata di minuti prima del triplice fischio durante i quali l’attaccante della Juventus fu in grado di segnare gran parte dei suoi goal in bianconero.

Oggi, usando la stessa metonimia, quella fascia di tempo sempre più di frequente cruciale nel calcio potrebbe essere rinominata Zona Simone Inzaghi.

Da quando ha intrapreso il suo percorso da allenatore, l’ex attaccante della Lazio ha dimostrato di avere un particolare ascendente con i minuti che vanno dal 90esimo fino alla fine del recupero.

Il tecnico dell’Inter ne ha dato recente prova contro il Venezia. Bloccato sull’1-1 dagli uomini di Zanetti, Inzaghi ha trovato in Edin Dzeko l’uomo della provvidenza che ha siglato al novantesimo minuto la rete valsa il sorpasso e i tre punti.

Dal 2016, anno in cui fece il suo esordio sulla panchina della Lazio al posto dell’esonerato Pioli, l’allenatore piacentino ha saputo raccogliere ben 38 punti in campionato nella fascia di partita che va dall’ultimo minuto regolamentare fino alla fine del recupero.

In totale le sue squadre (Lazio e Inter) hanno segnato ben 37 reti dal 90esimo in poi. L’uomo che incarna al meglio questa tendenza che caratterizza la carriera di Simone Inzaghi è stato Felipe Caicedo. Il colombiano sotto la sua gestione si è reso protagonista di reti che hanno letteralmente cambiato il risultato a pochissimi secondi dal fischio finale.

Una frequenza, quella di Inzaghi, sfruttata non solo in campionato. Con reti arrivate in extremis, il tecnico ha superato gli ottavi di finale di delle ultime due edizioni della Coppa Italia: Lazio-Parma 2-1 con autogoal al 90′ di Colombi e Inter-Empoli 3-2 con pareggio al 91esimo di Ranocchia e partita vinta poi ai supplementari.

Ma è in Supercoppa Italiana che Inzaghi è stato maggiormente premiato dalla sua capacità di intuire il momento e sfruttare l’astro che benedice i minuti finali delle squadre da lui allenate.

Nel 2018 conquistò la sua prima grazie a Murgia. Il centrocampista prodotto del vivaio biancoceleste – mandato in campo a dieci minuti dal termine – siglò al 93esimo la rete che valse il 3-2 finale contro la Juventus.

Sempre la Juventus pagò pegnò a Inzaghi nella sfida di Supercoppa giocata a Riad nel 2020, quando ancora una volta un calciatore proveniente dal vivaio punì i bianconeri. In quell’occasione fu Cataldi a segnare su calcio di punizione, fissando il punteggio sul 3-1.

Anche con l’Inter, l’allenatore ha confermato il trend. A consegnargli la sua terza copia del trofeo è stato Alexis Sanchez, in goal addirittura ai minuti di recupero dei tempi supplementari. Quando si dice nato sotto una buona stella.

FONTEgoal.com