Zanetti: “Real Madrid? Facile dire di no”

Il saluto di Zanetti, Cambiasso, Milito e SamuelJavier Zanetti ripercorre alcune fasi della sua straordinaria avventura all’Inter, dal rifiuto al Real Madrid al ‘Triplete’: “Non immaginavo una carriera del genere”.

Javier Zanetti dice addio al calcio giocato per iniziare una nuova avventura dietro le scrivanie dell’Inter. Lo storico capitano nerazzurro ha ripercorso varie fasi della sua carriera in Italia.

Intervenuto a margine della presentazione del suo libro, Zanetti ha un piccolo rammarico sull’ultimo derby: “L’ultima stracittadina in panchina? E’ stata dura, da interista dentro ci tenevo a dare il mio contributo, ma rispetto le scelte dell’allenatore“.

Una gloriosa carriera, una colonna dell’Inter per una generazione intera: “Sono onorato di essere qui, ho vissuto tanti anni nell’Inter e nel calcio italiano. Sono arrivato molto giovane ma non avrei mai pensato di giocare vent’anni qui. Rimpianti? No, al calcio non posso chiedere di più. Ormai mi sento italiano. Contro il Livorno ho iniziato a capire che poteva essere l’ultimo anno“.

Nessun rimpianto anche per quanto riguarda quel rifiuto di mercato al Real Madrid: “Non è stato difficile dire di no, mi sembrava impossibile di andare in un altro club e in un’altra città. La vittoria della Champions? E’ stata una soddisfazione immensa, quella gara rimarrà sempre nel nostro cuore. La notte prima di Madrid non ho dormito, ero in stanza con Cordoba e ho acceso una candela a Santa Rita”.

Nonostante la rivalità in campo, Zanetti è riuscito nell’impresa di non ricevere mai fischi dai tifosi rossoneri: “Ci tengo molto a questa cosa, ho un buon rapporto con i cugini, con Paolo Maldini. Il mio infortunio? Sapevo di essermi rotto il tendine, ma dicevo che era solo una distorsione per tranquillizzarli“.

Poi un commento sul nuovo presidente Erick Thohir: “Giusto che ci si conosca meglio, sto già parlando per capire dove posso essere più utile. Ancora non sono diventato vicepresidente. Di sicuro collaborerò, ma la società non mi ha ancora dato dei compiti. Stiamo parlando per decidere il ruolo migliore da poter ricoprire. Speriamo che la rosa sia più competitiva e più forte. Speriamo che l’Inter punti ancora più in alto.Cambiasso? Non smetterà di giocare, è ancora integro. Mourinho? Sapevo sarebbe andato via dopo la finale di Madriid”.

Zanetti individua inoltre il giocatore più simile a lui, Pablo Zabaleta, e rivela alcune interessanti curiosità: “Se alzo 190 chili con una gamba in pressa? E’ vero. Sono stato sempre fortunato perché ho avuto ottimi preparatori, un grazie anche a mia moglie”.

Molti vorrebbero la maglia numero 4 ritirata, Zanetti ne sarebbe orgoglioso: “Sarebbe un onore se ritirassero la maglia numero 4, apprezzerei molto il gesto ma non voglio forzare nessuno. Sono decisioni della società. Il mio erede? Può essere Ranocchia, è italiano e sa cosa vuol dire indossare questa maglia”.

Diego Simeone ha disputato una stagione fantastica sulla panchina dell’Atletico Madrid, Zanetti però è sicuro: “E’ un grande, ma rimarrà all’Atlético Madrid. Kovacic? Ragazzo umile con grandi qualità, può fare benissimo all’Inter”.

Fonte: goal.com