Da Zanetti a Milito un addio a ritmo di tango

L’uno sogna un finale di carriera nella squadra dalla quale spiccò il volo, l’altro medita il rimpatrio del suo alluce, l’altro ancora è alle soglie della pensione da nerazzurro emerito.
Il granitico clan degli argentini dell’Inter potrebbe perdere, nel medio termine, tre illustri rappresentanti: un piccolo, grande segno dei tempi che cambiano e delle mamme che imbiancano. Diego Milito, che sta riemergendo con grande volontà da un severo infortunio al ginocchio sinistro (fate voi: conta di tornare in gruppo per il raduno estivo…), ha detto che non è sicuro di finire la carrera all’Inter: vorrebbe invecchiare quietamente nel Racing Avellaneda, un nostos quasi omerico nella Itaca australe della sua prima gioventù.
E nemmeno Esteban Cambiasso avrebbe voglia di vedere ingrigire la sua cute alla Pinetina: il River Plate lo attira con le voci e i colori della patria lontana, si sa com’è.
Quanto a Javier Zanetti, la linea d’ombra tra il lavoro pedestre e altri incarichi non ancora specificati pare sempre più vicina, una manciata di partite ancora e poi saludos.
L’unico che tiene alto il vessillo dei gauchos in Beneamata è il vecchio e irriducibile Walter Samuel, tornato dalle nebbie di Avalon coi tendini rimessi a nuovo:contro la Juventus, in fondo all’enesima settimana cruciale dell’ondivaga stagione nerazzurra, il totem di retroguardia dovrebbe riprendere la sua corvé. Salvo complicazioni, poi, per lui è pronto il rinnovo del contratto al 2014.
Intanto, da due nerazzurri passati miglior vita (agonistica) arrivano parole concilianti. Dal Galatasaray, Sneijder manda — quasi — baci a Stramaccioni e a Moratti, mentre da Liverpool Coutinho comunica: «Sto benone qui. All’Inter davo il massimo, ma non andava bene. Pazienza, ormai è passato».

Fonte: qn.quotidiano.net