Zanetti: “Abbiamo bisogno di trovare equilibrio”

In occasione dei festeggiamenti per l’undicesimo compleanno della Fondazione P.U.P.I – por un piberio integrado -, nata dal bisogno dei coniugi Zanetti sostenere un’area estremamente povera della Repubblica Argentina, il capitano neroazzurro commenta la situazione della squadra e racconta l’impegno dei suoi progetti, tra obiettivi raggiunti e nuovi traguardi.

Lei è all’Inter da tanti anni; cosa pensa di questo inizio stagione un po’ deludente?
Se la scorsa settimana eravamo in crisi ora si può dire che siamo di nuovo in corsa. Il calcio è così; ma la stagione è ancora lunga, e l’Inter farò di tutto dare il suo meglio.

La squadra gioca meglio fuori casa. Si può parlare di maledizione di San Siro?
Stiamo cercando ancora un nostro equilibrio. È vero che giochiamo bene fuori, e in casa facciamo più fatica. Abbiamo solo bisogno di un po’ di tempo per lavorare e sistemare le cose che ancora non funzionano. Quando avremo trovato un equilibrio, andremo avanti e arriveremo bene fino alla fine.

Nel match del fine settimana Stramaccioni ha schierato per la prima volta la difesa a tre. Cosa ne pensa di questo cambio modulo?
Abbiamo parlato con il mister e abbiamo capito che era ora di cambiare modulo. Ci sono nuovi innesti nella squadra, con caratteristiche diverse, avevamo bisogno di cambiare assetto. Per noi ora è meglio giocare così. Portare a casa tre punti già alla prima partita è stato comunque un grande successo.

Quindi aveva ragione Gasperini?
Non credo sia il caso di fare confronti tra lui e Stramaccioni. Tanti giocatori che giocavano quando c’era lui ora hanno cambiato squadra. Nelle prime partite, il mister ha visto che mancava equilibrio tra i nuovi giocatori e ha deciso di cambiare modulo.

Dopo tanti anni passati sul campo, come si è sentito a restare in panchina?
Ho sofferto tantissimo perché ero fuori campo e stavamo anche perdendo, ma prima o poi questo momento doveva arrivare. Il mister sa che sono sempre disponibile, ma sta nascendo una nuova Inter e mi capiterà altre volte di restare in panchina. Ma quando entrerò in campo farò di tutto per la questa squadra.

C’è crisi nello spogliatoio neroazzurro?
No, anzi. Il fatto che dopo una confitta pesante siamo riusciti subito a rispondere in modo positivo significa che facciamo parte di un gruppo solido.

L’entrata di Cassano in campo arriva spesso a cambiare le sorti della partita. È una scelta migliore di Sneijder?
Entrambi sono ottimi giocatori, quindi non credo che si possa dire che uno è migliore dell’altro. Nell’ultima partita si sapeva che all’inizio avremo sofferto perché c’erano pochi spazi. L’episodio di Sneijder (l’infortunio, n.d.r.) è dovuto alla sfortuna, ma la squadra ha risposto bene, perché abbiamo reagito in gruppo.

Lei con la Fondazione P.U.P.I. sta facendo tanto per i bambini dell’Argentina. Si sente un esempio da seguire?
Sono molto orgoglioso di quel che facciamo. Andiamo avanti con tanta forza in un momento che non è dei migliori. Ci sono tanti altri colleghi che possono essere un esempio come me. E questo è un bene perché più siamo meglio è. Nel mondo c’è tanto bisogno di aiuto.

Fonte: Il Giorno