Yaya Tourè? Assolutamente sì, ecco perché…

Dopo la brutta figura patita contro il Parma, dobbiamo cercare di chiudere la stagione nel modo più indolore possibile. La pessima esibizione di ieri, ha confermato (per l’ennesima volta) che diversi giocatori non sono degni di indossare la casacca nerazzurra. Per questo motivo, in molti finiranno sul mercato, e il tesoretto ricavato da queste cessioni, probabilmente permetterà di aggiudicarsi le prestazioni di qualche giocatore di livello. Uno su tutti, che pare essere diventato l’obiettivo numero uno della nostra dirigenza, viene identificato in Yaya Tourè.

Il colosso ivoriano, che ha un contratto in scadenza con il Manchester City nel 2017, pare sia disposto a una sensibile riduzione dell’ingaggio pur di riabbracciare l’allenatore Roberto Mancini, e questo non fa altro che aumentare le speranze di vedere il giocatore con la nostra divisa. Alcuni però si chiedono, vista la recente esperienza con Nemanja Vidic, se un giocatore proveniente dalla Premier League, possa adattarsi a un calcio come il nostro, molto diverso da quello anglosassone. Il dubbio ci può stare, ma probabilmente non sarebbe la stessa cosa. Innanzitutto, Vidic e Mancini non hanno mai avuto un grande rapporto, e infatti, con molta probabilità, il giocatore serbo lascerà Milano, al termine della stagione. Di tenore totalmente diverso è il discorso inerente Yaya Tourè, visto che i due si sono trovati molto bene reciprocamente al Manchester City, e inoltre l’ivoriano sarebbe un acquisto fortemente voluto dal tecnico jesino.

Questo per quel che riguarda l’aspetto più “personale” dell’eventuale trattativa, mentre per quel che concerne il discorso più tecnico-tattico, sarebbe una vera manna dal cielo per la nostra squadra avere in rosa un giocatore dotato delle sue caratteristiche. Completo, in grado di ricoprire più ruoli in mezzo al campo, fa anche valere una notevole potenza fisica, che gli permette di spezzare gioco, e al tempo stesso  di costruirlo abilmente. Nella stagione scorsa, la migliore della sua carriera, ha sostenuto una media spaventosa di quasi un gol ogni due partite. Numeri da capogiro per un centrocampista, che in un campionato importante come quello inglese, ben pochi hanno raggiunto. E l’ostacolo non sarebbe rappresentato nemmeno dall’età, visto che molti giocatori, anche nel campionato italiano, considerati bolliti, hanno dato ancora molto alla causa. Tanta esperienza, dato che il giocatore ha giocato in diversi campionati. Che andrebbe ad inserirsi in una squadra che, ora come ora, ne ha bisogno come il pane.