Waiting for Lon-gò

Aspettando Godot è un’opera teatrale del secolo scorso, e ricondurla alla vicenda Longo è per molti aspetti blasfemo, ma sul nostro portale critici permalosi credo ne bazzichino pochi. La rappresentazione di Samuel Beckett, appartenente al genere definito ‘dell’assurdo’ è presa comunque solo a pretesto per descrivere il desiderio mai realizzato di vedere dei giovani come Longo arrivare in prima squadra e essere considerati per quel che sono, campioncini in erba da far crescere. Sono talenti che vanno nutriti, se è il caso con prestiti gestiti in ottica di riscatti contrattuali non onerosi, o meglio ancora lasciati a contatto di campioni della prima rosa per sviluppare, affinare e far brillare il proprio genio. Anni addietro avevamo perso Pirlo, Balotelli è durato poco, Destro è fresco di addio. Non sarà che la vera problematica non sia tanto quella di aver paura di scommettere su di loro, ma più che altro avere il dubbio di saperli gestire questi giovani? Almeno fino a quando non si formano caratterialmente.
Nell’opera di Beckett due uomini si lamentano continuamente del freddo e della fame, vestiti come barboni e aspettano Godot che mai compare in scena, e manda a dire che “verrà domani”. Noi Longo lo vogliamo subito, e siamo pronti a perdere la scommessa, dato che, visto Pazzini, significherebbe comunque un risparmio in termini economici.

ilDani