Vuoi vedere che non era colpa di Stramaccioni…

Confesso il mio peccato: Mazzarri non mi è mai stato simpatico. Vivo a Napoli, quindi ho vissuto di riflesso, ma continuamente, gli umori dei tifosi che lo hanno avuto come tecnico fino all’anno scorso, e vi assicuro che pochi, sono contenti del suo operato. Proverò però ad analizzare i dati, ad essere obiettivo.

Quello che salta subito agli occhi è il numero di punti: dopo 15 giornate l’Inter dello scorso anno, sotto la guida di Stramaccioni aveva totalizzato 31 punti, quest’anno Mazzarri ne ha fatti 3 in meno. Strama come Mazzarri, a questo punto della stagione aveva già incontrato Roma, Fiorentina e Juventus, il tecnico romano aveva però già vinto il derby, ed in più aveva da pensare all’Europa League che aveva cominciato a giocare dai preliminari, il 2 agosto, e cioè praticamente senza preparazione.

Stramaccioni faceva parte di un progetto, della rifondazione. Conosceva l’ambiente in quanto già tecnico della primavera, quindi, con il tempo, l’uomo ideale ad eseguire gli innesti dei giovani di cui gli erano ben note le qualità. Mazzarri invece, esperto in “miracoli” – perlopiù salvezze – si affida a pilastri consolidati dando raramente fiducia ai giovani.

Mazzarri ha di certo una fortissima personalità, è un motivatore come pochi. Riesce a tirar fuori da calciatori quasi impalpabili qualità che tenevano ben nascoste, vedi Ricky Alvarez. Inoltre ha la capacità di prendere un Cavani qualsiasi – 8 gol da seconda punta nel Palermo – piazzarlo al centro dell’attacco e farlo diventare uomo da 40 gol a stagione. Valorizza gli esterni, e lo si legge facilmente dai numeri di Nagatomo e Jonathan. Mentre Stramaccioni complice la sua giovanissima età si faceva facilmente sopraffare dallo spogliatoio.

Mazzarri utilizza un solo e unico modulo, qualunque sia la partita e comunque si metta – vedi Juventus o Trapani – Strama invece dopo il disorientamento iniziale che lo fa perdere in casa  con Roma e Siena, passa al 352, e infila 7 vittorie consecutive compreso il trionfo dello Juventus Stadium, assestandosi su ritmi da scudetto.

Stramaccioni non ha quasi mai avuto la squadra al completo, l’inizio della stagione i primi di agosto porta un’infinita serie di infortuni che lo costringono in ogni occasione a reinventare l’Inter. Mazzarri pur considerando la limitazione in qualità dell’organico, ha la coperta corta solo in attacco, con unica alternativa a Palacio, il modesto – almeno per quello che ha dimostrato fin’ora – Belfodil.

Da Wikipedia: “Ishak Belfodil – Attaccante dotato di prestanza fisica e velocità, eccelle nel tiro, nel gioco aereo e nel dribbling. Talvolta accostato a Karim Benzema è capace di ricoprire i ruoli di prima punta ed ala”.

Cioè Belfodil è una prima punta. Si, Belfodil, quello che è entrato sul 3-3, negli ultimi 15 minuti della partita contro il Parma, ed ha giocato sulla fascia. In quel momento, gli attaccanti erano Palacio e Cambiasso, e il franco-algerino giocava al posto di Jonathan.

È presto per tirare le somme, la stagione è lunga, il mercato di gennaio porterà sicuramente delle sorprese. Il rischio però è quello di volersi accontentare, perché tanto, peggio di quello che ha fatto Stramaccioni non si può fare…oppure si?