Vittoria Sporca

Mi sono svegliato il sabato alle 6:45 a.m. essendo un nerazzurro responsabile, anche se nella spiaggia di Monterrico (Guatemala) la festa non aveva ancora finito alle 7 del mattino. T.V e cuore acceso con ottimismo, sperando una vittoria e godendo un bel posto, 3 vinte su 3 e ancora più bella la nuova maglia dell’Inter, più bella dell’alba di fronte a me. (Mi concentro)

Partita vista, goduta, sofferta e alla fine solo soddisfazione. Vi spiego perché, ecco i miei pensieri.

Bisogna partire dell’atteggiamento dei ragazzi per affrontare un campo tosto, difficile e complicato. Sotto la forte luce del sole, dove la gente fa capire agli altri l’importanza di crescere sotto lui, lavorando per rimanere nella “A” , squali che non mollano mai. In questo posto dove la stagione scorsa l’Inter ha perso 2-1, la partita iniziava con una Inter ben posiziata in campo. “Si comanda la partita” ordinava Luciano e la squadra sembrava di sapere l’obbiettivo di portare a casa i 3 punti.

L’Inter con il posseso palla cercando di aprire spazi, Crotone aspettando il contropiede dove qualche volta ha avvertito Handanovic di essere con gli occhi ben aperti. I fantasmi dopo le parate del nostro portiere apparivano, facevamo fatica a far circolare la palla con velocità. Loro in superiorità numerica a metà campo non lasciavano a Borja e Gagliardini pensare con tranquillità e la palla arrivava troppo annunciata a Dalbert e Danilo. In questo vorrei fermarmi un po’. Si vede come il mister Spalletti ordina di dare la palla ai nostri Borja e Gaglia per non rischiare troppo nella verticalizzazione, comunque in questa partita qua dove eravamo in inferiorità numerica, avremmo bisogno di andare di fronte all’uomo e saltare le linee. Gagliardini non è un giocatore che faccia questo compito e stranamente cambia il ritmo lasciando uomini in dietro, dovrà migliorare in questo senso, l’Inter bisogna un centrocampista che sposti gli equilibri perché Borja semplicemente ha un ruolo diverso.
Allora, c’era difficoltà nel gestire la palla dove alla fine è arrivata un’occasione per segnare e Joao Mario sbagliava come ha sbagliato tante palle di gol (Dio Spalletti per favore insegna a Mario come tirare in porta e finire le giocate grazie).

Qualche errore di Dalbert, pass sbagliati, cross sbagliati (Candreva) e Mauro un po’ troppo allontanato dalla linea gialla (per dire). Grande differenza tra la fascia sinistra e la destra, manca tantissima qualità perchè Candreva è più azzurro che Nerazzurro. Il male.

Il bello. Soffrendo per 80 minuti, vedevo una partita difficile ma godendo per Il senso di squadra, la voglia di andare sempre avanti, di non mollare mai, di avere il cervello acceso per tutta la partita.

Arriverà pensavo, arriverà il gol. Mentre il mare sembrava più arrabbiato con le grandissime  onde è arrivato.  SKRINIAR e gol e gol e gol, solo lui contro tutti, fortissimo come Ivan Drago e debolissimo come il suo nome. Ma chi se ne frega, e gol e gol e gol! Un giocatore, un buon difensore finalmente, leader e futuro per sognare! Questa è nostra, avanti tutta Inter!, urlavo. Nagatomo dentro in campo e l’urlo si è speso. Palla per Perisic, ottimo controllo del pallone e ancora lui! Gol gol gol gol! Vaffancu… Man U e l’urlo si è acceso.

Questa squadra vincendo così, come ai tempi delle vecchie glorie. Inviando un messaggio chiaro “Crediamoci”, “Ci siamo”, “Lotteremo” per citare.  Con spirito di lavoro, soffrendo ma con mentalità forte, credendo fino all’ultimo minuto. Vittoria sporca? Forse e non ci spaventa niente, soffrire è cosa normale per noi. Se non si soffre non si gode, buona la quarta Inter. Sporchi te, sporco io se volete.

Avanti così. Sporchi, cattivi, forti e sopratutto uniti. Tutti insieme,

Forza Inter!

P.S.: Ti vediamo presto Rodrigo, attento che allo stadio Dall’Ara arriva la Vipera.
12 punti, 4 partite, 10 gol fatti, 1 incassato.