Violenza negli stadi, si pensa agli idranti colorati…

Lotta alla violenza negli stadi. È allo studio del Viminale l’uso degli idranti, con il liquido colorato per identificare i teppisti: un sistema utilizzato contro antagonisti o black bloc. Potrebbe essere utile anche per fermare la violenza e rendere gli stadi accessibili anche alle famiglie. Oggi pomeriggio al Ministero dell’Interno il secondo summit stagionale con il mondo del pallone (più Malagò).

Gli incidenti in questo avvio di stagione sono diminuiti, ma ultimamente ci sono stati segnali inquietanti a Bergamo e Roma, in precedenza a San Siro coi croati e in B. La nuove leggi varate in estate, sostengono al Viminale, funzionano: applicato già il Daspo di gruppo in una decina di casi, bloccate per tre mesi le trasferte agli ultrà dell’Atalanta. Altre tifoserie sono nel mirino: in caso di incidenti, limitazioni anche per loro. Per chi si comporta bene, la tessera del tifoso di fatto è “congelata”.

Due gli obiettivi: evitare scontri lontano dagli stadi (da qui gli idranti) e impedire l’accesso negli impianti a bombe carta, fumogeni, petardi. Non sono efficaci i metal detector, gli sniffer o i cani poliziotto. Servono solo perquisizioni ma spesso gli ultrà nascondono i fumogeni nella biancheria intima, nei panini o si servono di donne e bambini. La collaborazione dei club, salvo eccezioni, è piuttosto scarsa col Viminale: nessuna società si è costituita parte civile contro i teppisti, anche se la Lega di A l’aveva promesso. Vince la paura.

FONTEfcinter1908.it