Vieri dovrà restituire all’Inter 1 milione di euro

Come annunciato da La Gazzetta dello Sport, la Corte d’Appello di Milano ha confermato le responsabilità dell’Inter e di Telecom in relazione allo spionaggio ai danni di Christian Vieri, ma se nel giudizio di primo grado le due società erano state condannate a versare in solido un milione di euro, ora la pena pecuniaria si è ridotta ad 80 mila euro per il gruppo di telecomunicazioni e a 40 mila euro per la società nerazzurra, in solido con Telecom.

L’ ex attaccante aveva lamentato di essere scivolato in uno stato depressivo, con tanto di insonnia, quando scoprì di essere stato pedinato e controllato illecitamente per conto del club nerazzurro. La seconda sezione civile della Corte d’Appello di Milano (presidente Luigi De Ruggiero, consiglieri Sbordone e Crescenzi) ha confermato “la responsabilità sia di Telecom spa che di Fc Internazionale in relazione all’illecita attività posta in essere” già constatata in primo grado, ma ha stabilito che “il controllo sulla persona di Vieri si è verificato in due distinti periodi” ed è durato alcuni mesi e non anni come deciso in primo grado. La Corte ha riconosciuto anche “la sofferenza” patita da Vieri per lo spionaggio e il danno “causato dalla conoscenza dei dati relativi alla vita personale”. Tuttavia, secondo l’Appello, il Tribunale non ha spiegato come ha calcolato il danno non patrimoniale in un milione di euro e non possono, dunque, essere liquidati anche i “danni punitivi” per le due società. E ciò malgrado la “gravità oggettiva delle intrusioni”. E va considerato, sempre secondo i giudici, che “le indagini sono durate tre o quattro mesi nel primo periodo e un paio di mesi nel secondo” ed erano affidate “ad un investigatore privato e a dipendenti del gestore, soggetti privi di particolare influenza e prestigio”.