Vidic: “Io vecchio? Parlerà il campo”

VidicNuovo acquisto dell’Inter, Nemanja Vidic è pronto a guidare i nerazzurri: “Difesa a 3? Mi adatterò”. Stasera c’è il suo ex Manchester United: “Strano effetto”.

Per averlo l’Inter non ha pagato nulla, visto che la sua avventura al Manchester United era conclusa. Ma Nemanja Vidic stuzzica lo stesso le fantasie dei tifosi nerazzurri, forte di una carriera, di una bacheca e di una leadership invidiabili. Le prime settimane italiane del serbo, che stasera sfiderà proprio i suoi ex Red Devils, procede al meglio.

“Per me è tutto nuovo, ma sono stato accolto bene e la presenza in rosa di alcuni slavi sta aiutando il mio inserimento – dice, intervistato dalla ‘Gazzetta dello Sport’ – La differenza? Qui c’è maggiore cura per i dettagli, per la tattica, là forse c’era più intensità, più esercizi sulla velocità”. E sulla difesa a tre: “Magari dopo sarà più facile, ma bisogna adattarsi e serve un po’ di tempo”.

Stasera, come detto, per Vidic sarà tempo di immediato amarcord. “Anche se è un’amichevole e non ci sarà troppa pressione, mi farà una strana impressione giocare contro il mio passato – continua – Lì sono cresciuto sotto ogni aspetto. Il Manchester United è diventato uno dei club più famosi al mondo facendo crescere per gradi ogni settore della società”.

Un altro giocatore potrebbe compiere il percorso Manchester-Milano: Javier Hernandez“Chicharito ha fatto grandi cose e gol decisivi, soprattutto con Ferguson. E’ molto forte, una classica prima punta con il fiuto per la rete. Ma Ausilio sa fin troppo bene cosa fare sul mercato”.

Con 32 anni scritti in evidenza sulla carta d’identità, molti sostengono che Vidic non sia più il difensore che ha fatto un’epoca allo United. Lui che ne pensa? “Questo lo dirà soltanto il campo. Cerco di prepararmi al meglio, poi giudicherete” dice. E quanto alla possibilità di giocare o meno sia in campionato che in Europa League, si schiva: “Deciderà Mazzarri”.

Che impressione gli ha fatto Erick Thohir“E’ stato un incontro veloce, ma mi piacciono molto la sua energia e il fatto che voglia dare gradualmente basi solide al progetto”. Un progetto in profonda fase di rinnovamento. E senza argentini. “L’Inter nel 2010 non ha vinto tutto solo grazie agli argentini ma grazie a un grande gruppo. Detto questo, ognuno di noi deve prendersi le giuste responsabilità a prescindere dal momento storico del club. Anche se sappiamo che non è facile perché siamo in una fase di transizione”.

Fonte: goal.com