Vendere Santon? Clamoroso autogol!

Pare proprio che Davide Santon sia finito sul mercato. Gli accostamenti di questi giorni al Watford, società satellite dell’Udinese, e ad altre squadre, ne sono la prova.

A questo punto la domanda sorge spontanea: perché venderlo?

Santon è tornato all’Inter a quasi quattro anni di distanza dal suo addio. Arrivato al fotofinish, durante la finestra invernale di calciomercato, si è subito ripreso il posto che gli spettava di diritto, offrendo una serie di ottime prestazioni, nonostante fosse reduce da un grave infortunio, che lo aveva fermato ai box per otto mesi. Dopo un normale calo fisiologico (visto l’infortunio sopracitato) Davide è stato riscattato dall’Inter, all’indomani della cocente eliminazione dall’Europa League.

E da qui comincia il mistero: infatti, dopo Inter-Parma di aprile, l’ex ‘bambino d’oro’ è stato più che altro protagonista di alcune fugaci apparizioni, fino all’ultima di campionato, quando è subentrato all’infortunato Felipe, nel corso di Inter-Empoli.

Roberto Mancini nelle precedenti occasioni gli ha preferito Danilo D’Ambrosio e inspiegabilmente Juan Jesus, che ha dimostrato tutte le sue lacune in quella posizione del campo.

Lasciando perdere il brasiliano, che come attenuante ha il fatto di non essere di ruolo, la preferenza di Mancini verso l’ex Torino è piuttosto insolita, Danilo D’Ambrosio ha tanta corsa, e difensivamente è cresciuto molto, ma Davide Santon ha dimostrato di essere almeno un gradino sopra di lui.

Quando si tratta di proporsi in avanti e costruire gioco sulla fascia, D’Ambrosio è ancora piuttosto bloccato, fa ancora molta fatica a saltare l’avversario, cosa che invece al “Bambino” riesce piuttosto bene.

La prova l’abbiamo avuta anche nell’ultima di campionato, quando Santon ha dimostrato di essere il miglior terzino in rosa, proponendosi e cercando di dettare i tempi in fascia. Probabilmente Mancini ha voluto collaudare altre soluzioni, anche in vista della prossima stagione.

La speranza è che la cessione non si concretizzi, perché si tratterebbe di un impoverimento tecnico notevole. Inoltre bisogna anche fare i conti con questioni burocratiche. Con le regole della FIGC, approvate in consiglio federale, le rose attuali, oltre che ad avere una limitazione in termini numerici, dovranno tra questi, avere quattro calciatori cresciuti nel vivaio del club di appartenenza, e se Santon venisse ceduto, ci troveremmo in difficoltà da quel punto di vista. A conti fatti, sarebbe proprio un’autorete clamorosa!