Vendere per comprare: ecco il piano per raccogliere il tesoretto

GuarinVendere per comprare. Legge triste, ma purtroppo sempre più vera nel mercato italiano. E a cui anche all’Inter ormai da qualche anno ci si è fatti l’abitudine. Quel famoso ‘tesoretto’ da avere sempre a disposizione per comprare, l’incubo dei direttori sportivi che la disponibilità di dieci anni fa possono solo sognarsela. Ci si rimbocca le maniche, però.

Anche all’Inter, dove Walter Mazzarri aspetta l’ultimo impegno col Chievo per salutare una stagione estenuante e incontrare la società, auspicando un rinnovo che spazzi via qualsiasi tipo di dubbio sul suo futuro. Al tavolo, naturalmente, ci sarà anche Erick Thohir. Che tra il viaggio a Londra e il ritorno a Milano – previsto entro fine mese – completerà nuovi dettagli economici con le banche e sonderà il terreno sul mercato.

Già, il mercato. Nemanja Vidic arriverà tra un mese in Italia. Ma per comprare ancora bisognerà anche affidarsi proprio al ‘tesoretto’. Ovvero, da dove arriveranno i soldi per il mercato?

Le strade che conducono alla soluzione sono state già analizzate da Thohir insieme al d.t. Ausilio e ai suoi uomini di fiducia. Innanzitutto, una consistente parte economica sarà investita proprio dal tycoon indonesiano. Non oltre i 15/20 milioni, considerando che in inverno Thohir aveva fatto uno strappo alla regola con i 16 milioni (a salire nel tempo con i bonus) per Hernanes, operazione che nei piani inizialmente non era prevista per gennaio.

Un’altra importante fonte di respiro economico e quindi di denaro investibile tra acquisti e ingaggi da proporre ai nuovi arrivati, proviene proprio dal risparmio sui guadagni di chi saluterà l’Inter. Al lordo, in sostanza, non ci sarà più da pagare il contratto da 10 milioni di Diego Milito; quelli da 6 milioni (in due) di Walter Samuel e capitan Zanetti; ma anche i 2,2 milioni di Mudingayi, i 2 milioni e mezzo complessivi tra Wallace, Castellazzi e Mariga.

Un taglio pesante al monte ingaggi, aspettando di capire cosa si deciderà di fare con Esteban Cambiasso. Di cui vi avevamo rivelato il dispiacere per non aver mai ricevuto una chiamata dalla società per affrontare l’aspetto contrattuale: “Gli unici che mi han chiesto di restare, finora, siete voi”, ha detto ai ragazzi della Curva Nord dopo la festa per Javier Zanetti confermando quanto vi avevamo raccontato.

Novità in arrivo all’orizzonte: entro questa settimana, Cambiasso vedrà proprio Ausilio per decidere insieme cosa fare. Considerando il disappunto dell’argentino e la proposta dell’Inter, che non può negarne l’importanza anche a livello di leadership in uno spogliatoio in cui – se dovesse andar via anche Cambiasso stesso – il capitano in ordine di anzianità sarebbe Andrea Ranocchia.

Non pochi soldi anche sotto l’aspetto del risparmio per i salari, quindi, nei piani di Thohir. Altro capitolo quello legato ai giocatori non intoccabili e valorizzabili magari dalla vetrina del Mondiale, un jolly che la società nerazzurra ritiene molto importante per la possibilità di mettere in mostra i propri uomini.

Un discorso che vale per Fredy Guarin, titolare nella sua Colombia, come per Ricky Alvarez, ancora con il contratto in scadenza tra due anni e tutt’altro che intoccabile per Mazzarri ma convocato dall’Argentina. Marcelo Simonian, agente dell’ex Vélez, arriverà in Italia dal 21 maggio.

Appuntamento per capire di più sull’ipotesi del rinnovo di Alvarez (valutato attorno ai 12/13 milioni) e sugli scenari tecnici, ma se dovessero arrivare offerte anche grazie all’opportunità Mondiale, questi profili non sarebbero intoccabili nell’idea dell’Inter. E potrebbero rappresentare nuove occasioni di guadagno, prescindendo dai rinnovi di contratto che comunque tutelerebbero la società in sede di mercato.

A questi nomi, si aggregano quelli di chi potrebbe lasciare Milano per propria volontà, dato il poco spazio trovato con Mazzarri: da Saphir Taider, per cui c’è ancora la seconda metà da discutere con il Bologna, a Marco Andreolli. Passando per chi – come Hugo Campagnaro – non ha più ottimi rapporti con l’allenatore, ha perso il posto e potrebbe valutare la partenza.

E per chi invece chiederà di capire di più sulle prospettive tecniche e sul contratto, come Andrea Ranocchia che andrebbe a scadenza dal prossimo gennaio, dunque si troverà al bivio tra cessione e rinnovo. Altre potenziali fonti d’incasso, queste. Come i giocatori che sono già in giro e l’Inter tenterà di cedere a livello definitivo: da Matias Silvestre, fallimentare anche al Milan, al riscatto da parte del Parma per Ezequiel Schelotto che ha fatto bene e potrebbe far rientrare la società nerazzurra dell’investimento da circa 5 milioni di un anno e mezzo fa.

Non mancheranno le proposte anche per i vari giovani in rientro alla casa madre, da Biraghi a Duncan passando per Crisetig che piace a società tedesche e inglesi. Mbaye nei piani del club potrebbe restare, mentre Bardi se dovesse essere ceduto vedrebbe valutato esclusivamente un prestito. L’offerta giusta invece è già arrivata per Marko Livaja, ve ne abbiamo parlato martedì: 6 milioni di euro dal Rubin Kazan più bonus legati a presenze e gol, Inter e Atalanta divideranno la cifra per una cessione ormai praticamente completata e per la quale è attesa solo la firma di Livaja già nei prossimi giorni. Tutto questo senza dimenticare i gioielli.

Perché se arriva l’offerta importante per Samir Handanovic (appuntamento con il suo agente in agenda entro fine maggio) o soprattutto per Mauro Icardi, allora l’Inter valuterebbe e potrebbe incrementare il suo tesoretto. Che nei piani, tra ingaggi e altre occasioni di mercato, può diventare comunque interessate. Ausilio valuta, Thohir aspetta e Mazzarri spera. Per un’estate dove i colpi non si possono sbagliare più. Dipenderanno anche dalle cessioni. Il piano è pronto.

Fonte: goal.com