Editoriale: Una mezza stagione

La scelta di Gasperini pare un ripiego più che un azzardo. Il tecnico viene da una stagione con esonero a novembre, dopo solo dieci gare. Difficile però prevedere una partenza così fallimentare, di quelle che segnano in modo irrimediabile un campionato. Un solo punto in cinque gare disputate (0-0 contro la Roma alla seconda uscita in campionato), una Supercoppa Italia lasciata in malo modo ai cugini del Milan e una figuraccia in Champions League contro i turchi del Trabzonspor. Insomma, pare un ruolino di marcia da neopromossa con nessuna chances di salvarsi.
Il cambio di panchina è inevitabile e Moratti sceglie un uomo di esperienza. I frutti paiono arrivare subito, con una striscia di 7 vittorie consecutive. Dai bassifondi l’Inter sembra riassaporare i profumi della vetta, andando a rioccupare la seggiola di pretendente al titolo a cui è abituata. Ma la corsa rallenta e sembra quasi fermarsi. Ranieri non riesce a dare la spinta e la grinta giusta ai suoi uomini. La squadra è lenta, macchinosa e soprattuto ha perso la fiducia in se stessa.
Il presidente vuol ridare piglio alla sua compagine e fa una scelta coraggiosa. Va nel cortile di casa sua e prende un giovane, 36 anni, che giusto il giorno prima gli ha regalato l’unica soddisfazione della stagione. Andrea Stramaccioni, 36 anni, romano, ex difensore che dopo un grave infortunio decide di fare il Mister e porta l’Inter Primavera alla conquista del NextGen Series, la Champions degli Under 21.
La squadra scende dalle montagne russe, fa 17 punti in 9 gare, subisce 2 sconfitte e una sola archiviabile come brutta (3-1 col Parma, con la Lazio gioca un primo tempo più che buono) e anche se non arriva al terzo gradino, quello valido per l’Europa che conta, convince.
Diversi hanno parlato di rischio bruciatura, invece Strama risponde con personalità e i risultati che porta a casa, proiettati nelle 38 gare stagionali, sarebbero da Champions.
Forzatura, certo, ma è da tener presente che Stramaccioni esordisce per la prima volta in Serie A, e lo fa nell’Internazionale Football Club. È simpatico, carino, vince il derby, imita Cassano, è costato nulla.
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ilDani