Un mercato al di sotto delle aspettative. Il vero colpo è Perisic?

Di nomi altisonanti se ne sono fatti parecchi, in quasi tre mesi di calciomercato: Nainggolan, Vidal, Alexis Sanchez, Di Maria, ma anche Rudiger, Schick, Keita e Martial. Alla fine, l’Inter non piazzerà il grande colpo per le restrizioni dovute al fair-play finanziario, che pendono come una spada di Damocle sul club di Suning e non hanno permesso a Sabatini e Ausilio di muoversi con tutta la libertà del caso.

Il club nerazzurro, per questi ultimi giorni, può effettuare solo operazioni low-cost: si è pensato a Mangala, Sissoko e Mustafi, ma la formula del prestito oneroso più diritto di riscatto non convince Manchester City, Tottenham ed Arsenal, intenzionati a monetizzare il più possibile dalle cessioni. La delusione si fa largo riascoltando le dichiarazioni del responsabile dell’area tecnica, che aveva più volte sottolineato come il Milan non fosse il modello da seguire nelle strategie di mercato. Era lecito, quindi, attendersi qualcosa in più.

Le cose, però, sono andate diversamente. Alla fine sono arrivati solo degli ottimi giocatori, alcuni dei quali possono rivelarsi buoni investimenti in chiave futura. La difesa è stata rivoluzionata con gli innesti di Cancelo, Skriniar e Dalbert, mentre il Rinascimento a centrocampo passa per i piedi e l’esperienza di Borja Valero e Vecino, prelevati dalla Fiorentina. L’acquisto migliore, però, è una conferma, quella di Ivan Perisic, per cui i nerazzurri hanno resistito ai ripetuti assalti del Manchester United di Mourinho.

Troppo importante l’esterno croato nel 4-2-3-1 del nuovo corso tecnico, un sistema di gioco che esalta le caratteristiche di tutti gli elementi offensivi, come si è potuto notare nelle prime due giornate di campionato. L’Inter ha cominciato benissimo la nuova stagione e sembra essere competitiva, almeno nell’11 titolare (così come, va sottolineato, lo era un anno fa). La cura Spalletti ha già mostrato qualche frutto; dover affrontare solo un impegno settimanale è sicuramente un fattore in più per sperare in un ottimo piazzamento alla fine del torneo. L’obiettivo è quello di tornare nell’Europa che conta e le premesse, finora, sono state incoraggianti, nonostante un mercato non all’altezza delle aspettative.