Un cuore, due colori: nero e azzurro

L’Inter Club Istituto Nazionale Tumori, nato nel settembre dello scorso anno e guidato dal presidente Enrico Regalia, cerca di alleggerire la sofferenza e le fatiche dei pazienti oncologici con eventi interessanti e non convenzionali.

Come se la passione per lo sport, il calcio, e in particolare per la maglia nerazzurra, fossero un farmaco in più nella lotta contro la malattia. Un messaggio già arrivato all’esterno dell’Istituto trovando la disponibilità della società Inter che ha creato degli skybox allo stadio, dove i bambini malati di tumore dell’Istituto dei Tumori e dell’ospedale S. Gerardo di Monza possono assistere alle partite della loro squadra del cuore.

Con lo stesso spirito, giovedì 23 aprile, alle 20.30, nell’Aula A dell’Istituto di via Giacomo Venezian al numero 1, è organizzata una serata, la prima di una serie a cadenza mensile a tinte nerazzurre, a ricordo di Peppino Prisco.

Peppino Prisco
Avvocato dal 1946, celebre civilista e presidente dell’Ordine degli avvocati negli anni 80; alpino, medaglia d’argento al valor militare, partecipa come tenente nel battaglione “L’Aquila” della divisione Julia alla campagna di Russia, da cui rientra a piedi insieme a pochi superstiti; dirigente dell’Inter dal 1950, entra nel club nerazzurro come segretario all’epoca del presidente Masseroni, assume la carica di vicepresidente nel 1963 con Angelo Moratti per arrivare, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2001, alla presidenza di Massimo Moratti. Rimpianto da tutti sostenitori dell’Inter – e non solo – per il suo essere, più che un vicepresidente, un vero tifoso che aveva fatto dell’intelligenza, della battuta, dell’ironia e dello sfottò le sue regole. Elementi quasi scomparsi dal mondo del calcio di oggi.

FONTEcorriere.it