Troppi stranieri? Sì, ma anche gli ultimi a vincere fuori dall’Italia

Social Inter. Il riferimento non è a #EpicBrozo, vera e propria tendenza nel mondo dei social network, ma ai piani quinquennali. Una politica economica utilizzata nei Paesi socialisti o comunisti come l’ex Unione Sovietica e la Cina. Spesso lo stesso arco temporale coincide anche con i cicli vincenti delle squadre di calcio.

CRONISTORIA – Esattamente cinque anni fa, il 18 dicembre 2010, l’Inter diventa campione del mondo. Dopo aver superato i sudcoreani del Seongnam con i gol di Stankovic, Zanetti e Milito, i nerazzurri battono 3-0 anche gli africani del Mazembe grazie alle reti di Eto’o, Pandev e Biabiany (l’unico superstite di quella squadra). Subito dopo aver vinto la finale ad Abu Dhabi, Benitez dà un ultimatum a Moratti: “O mi compri quattro nuovi giocatori oppure me ne vado”. Il presidente lo sostituisce con Leonardo, al quale regala Ranocchia, Pazzini, Nagatomo e Kharja sul mercato di gennaio.

CICLI – Leo lo ripaga con il secondo posto in campionato e vincendo la coppa Italia. Che rimane l’unico trofeo alzato dall’Inter da 5 anni a questa parte (e l’ultimo titolo internazionale vinto da una squadra italiana, alla faccia delle critiche per i troppi calciatori stranieri), dopo che soltanto nel 2010 ne erano arrivati la bellezza di 5: Scudetto, Champions League, coppa Italia, Supercoppa italiana e Mondiale per club. Con Benitez è finito un ciclo di successi iniziato 5 anni prima da Mancini con la coppa Italia vinta nel 2005. Anche per questo il Mancio ci tiene alla coppa nazionale, trofeo già conquistato 6 volte da calciatore e 4 da allenatore (più le due in Inghilterra e Turchia con Manchester City e Galatasaray). Vincere aiuta a vincere e a iniziare un nuovo ciclo, sperando che chi è primo a Capodanno sia primo tutto l’anno.