Tottenham-Inter, ma anche terzo posto

Il dilemma è di quelli destinati a dividere: a questo punto della stagione, meglio puntare sull’Europa, dove si è entrati nelle “Sweet sixteen”, o inseguire il terzo posto in classifica, lontano solo un punto, ma dove la concorrenza è agguerrita? Meglio cercare l’uovo oggi di un trofeo da sollevare, o la gallina domani dei pesanti introiti della coppa più importante? Andrea Stramaccioni ieri è stato chiaro, anche oltre quanto fosse lecito attendersi: “Non possiamo permetterci di perdere altri giocatori per l’obiettivo che resta prioritario, la rincorsa alla Champions”. Questo non vuol dire, comunque, che stasera il tecnico schiererà una squadra imbottita di seconde linee (anche perché le scelte sono limitate): più probabilmente rinuncerà solo a Guarin, alle prese con il problema alla caviglia.

CASSANO IN PANCHINA — Partirà anche, salvo sorprese, con Cassano in panchina, ma qui la scelta è dettata da un duplice motivo. Il primo è tattico: Stramaccioni vuole proseguire con il modulo a una sola punta, e tre suggerritori offensivi. In questo momento Antonio, specie contro una squadra dalla grande forza fisica e atletica, non può ricoprire il ruolo di mezza punta-mezzo centrocampista. L’altro è legato all’emergenza: due soli attaccanti a disposizione, è necessario centellinare le energie di entrambi. Il forfait di Guarin, invece, rilancia Kovacic, che dopo la trasferta di Cluj era un po’ uscito dai radar. Gli altri dubbi riguardano Ranocchia, ma Andrea dovrebbe farcela, e il partner di Gargano a centrocampo: l’esperienza di Cambiasso dovrebbe prevalere sulla freschezza di Benassi.

A CACCIA DI BONIMBA — In realtà Cassano è soprattutto in ballottaggio con Palacio: difficile però rinunciare al Trenza in questo momento, decisamente il migliore della sua breve carriera interista. L’argentino è a quota 7 gol (preliminari compresi), in Europa League, a -2 dal record storico di Boninsegna nella competizione (Coppa Fiere, poi Coppa Uefa, infine la denominazione attuale). A Palacio sarà affidato il peso di fare male a una difesa, quella inglese, che Villas Boas ha registrato con il passare delle settimane, e che oggi è molto meno alta e molto più accorta che in passato. Del resto, è tutto il Tottenham a godere di gran salute. Gli Spurs sono imbattuti in campionato da 12 gare, e in Europa da 9: all’Inter basterebbe anche un risultato, un pareggio con gol, che tenesse aperta questa striscia dei londinesi ma soprattutto l’esito della doppia sfida, in vista nel ritorno, fra una settimana a San Siro (giovedì, ore 19).

INCROCI — E se stasera Villas Boas ritroverà un suo vecchio datore di lavoro, Alvaro Pereira incrocerà il suo ex tecnico. L’uruguaiano, che agirà a sinistra in posizione avanzata, fu giocatore di AVB nella cavalcata del Porto che vinse l’Europa League. Allora, era il 2010-11, mentre Inter e Tottenham si incrociavano in Champions, quei due procedevano a braccetto fino alla vittoria finale nell’altra coppa. In realtà, la sfida nella sfida è quella fra i due tecnici “trentenni”: per il portoghese prendersi lo scalpo dell’Inter e andare avanti in Europa League sarebbe il definitivo rilancio dopo la difficile esperienza al Chelsea, terminata precocemente, per Stramaccioni sarebbe una tesi di laurea. Nella sua giovane carriera, questa è sicuramente la sfida europea di maggior prestigio che abbia mai avuto l’opportunità di “giocare”.

LE PROBABILI FORMAZIONI — Questi i probabili unidici per la sfida di White Hart Lane.

TOTTENHAM (4-2-3-1): Friedel; Walker, Dawson, Vertonghen, Assou-Ekotto; Dembelé, Parker; Lennon, Bale, Sigurdsson; Defoe. All. Villas Boas.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; Zanetti, Ranocchia, Chivu, Juan Jesus; Gargano, Cambiasso; Alvarez, Kovacic, Pereira; Palacio. All. Stramaccioni

Fonte: Gazzetta dello Sport