Torino-Inter – Mazzarri ha scelto Samuel e Kovacic. Palacio c’è

Se Atene piange, Sparta non ride. Un epico detto che si potrebbe adattare alla perfezione alle situazioni di Torino e Inter, che si trovano di fronte certamente non al top della condizione psico-fisica. Da un lato, infatti, i granata saranno privi di due terzi della difesa titolare, oltre ad altre defezioni in ordine sparso; dall’altro, i nerazzurri vanno in Piemonte orfani dei numerosi lungodegenti, di Milito e, soprattutto, di Alvarez e Campagnaro, i due interisti che fin qui, assieme a Palacio, si dividono la palma del migliore della stagione interista.

LA TATTICA – A una prima occhiata, le due formazioni potrebbero apparire speculari e, in parte, lo sono. Mazzarri sceglie Rolando in luogo di Campagnaro e rilancia Samuel al posto di un Ranocchia appannato. Con il rientro di Jonathan sulla destra, torna la linea dei cinque centrocampisti che tanto bene ha fatto in questo avvio di campionato. Davanti, chance dal 1′ per Kovacic, che agirà alle spalle di un Palacio provato dai 170 minuti su 180 giocati in Sud America con la sua Argentina.

GLI AVVERSARI – Assenze pesanti per Ventura, che dovrà allestire alla meno peggio difesa e centrocampo. Confermati gli esterni D’Ambrosio e Pasquale nel 3-5-2, per il resto tutto da inventare. Brighi è la certezza, mentre Vives non sa se giocherà da centrocampista o da difensore centrale: tutto dipende dalle condizioni di Maksimovic, che pare recuperato proprio in extremis. Darmian scala nel ruolo di difensore sul centro-destra, con Moretti sul versante opposto. Ancora con poca benzina Gazzi e Barreto, la cui squalifica è terminata un paio di giorni fa.

I PERICOLI – Pericolo numero uno, chiaramente, Alessio Cerci. Solitamente, l’estroso mancino parte largo a destra per poi accentrarsi e calciare di sinistro. Sarà un duello interessante sia con Nagatomo, sia con Juan, che spesso si troverò a incrociare l’ex Roma e Pisa. Al fianco di Cerci, ci sarà Immobile, che l’anno scorso punì i nerazzurri al Meazza con la maglia del Genoa. E occhio alla panchina: Meggiorini scalpita, lui che al club che l’ha cresciuto ha spesso fatto male.

DOVE COLPIRE – Senza Glik, Bovo e Rodriguez, più Maksimovic non al 100%, Ventura dovrà fare di necessità virtù. Logico pensare che tutta la fase difensiva, solitamente molto ben organizzata dal tecnico granata, potrebbe risentirne. Darmian, tra l’altro, ormai è un esterno a tutti gli effetti e si troverà pure lui adattato in un ruolo non più suo.

OCCHI PUNTATI SU… – Palacio. Poco da fare: il Trenza è il valore aggiunto di questa Inter. Ancor di più senza Alvarez, Rodrigo Palacio avrà l’onere di doversi caricare quasi interamente l’attacco sulle sue spalle. Kovacic, infatti, non è certo un trequartista puro: una volta di più, servirà quindi il gioco di squadra, l’identità imposta da Mazzarri, per agguantare i tre punti. Soprattutto, occorrerà un Palacio in formato-super, anche se la sua condizione non potrà essere delle migliori dopo le fatiche con l’Albiceleste.

Fonte: fcinternews.it