Top & Flop stagione 2014-2015

Mi rendo conto che siamo ancora tutti disperati perché la Juve non è riuscita a fare il triplete, ma facciamo uno sforzo, e torniamo un po’ a pensare all’Inter. Il campionato è finito, e non si può dire certo che sia stata una stagione esaltante. L’Inter si piazza in classifica all’ottavo posto che significa niente Europa, e forse questo è un bene; la squadra è un cantiere aperto, e il mancato impegno europeo potrà forse dare il tempo di provare a costruire un progetto serio, guidato dal Mancio, intorno al nostro primo TOP di stagione:

Mauro Icardi – Il momento massimo di crisi si è avuto quando dopo la sconfitta per 3-1 contro il Sassuolo Maurito insieme a Guarin sono andati a salutare i tifosi in curva lanciandogli le loro maglie che furono prontamente restituite accompagnate da insulti, bottiglie, motorini – no, quella del motorino è un’altra storia – in ogni caso Icardi rispose per le rime, dividendo così i tifosi tra chi #iostoconicardi e chi #rispettoperitifosi – anche se i tifosi non hanno rispetto per te – si, io sono uno di quelli che sta con Icardi. Perché Icardi il rispetto se lo è meritato, e a 22 anni giocando in una squadra con limitate qualità, diventa capocannoniere insieme a Toni, e davanti a Tevez e Higuain che lo precedono nelle gerarchie della nazionale argentina. Mauro segna 22 gol, quelli che bastarono al Principe nel 2010 per mettere il primo tassello al Triplete.

I tifosi – nel bene e nel male, sempre presenti. L’Inter è una famiglia, e chi ne fa parte lo sente. Le iniziative della società non fanno altro che rafforzare questa sensazione, #milionidinomi e lo slogan della nuova campagna abbonamenti #nienteècomeesserci fino al vecchio #sansirosiamonoi portano i supporter nerazzurri ad essere sempre numerosissimi allo stadio. Tanto che il derby di andata, è stata la partita per numero di spettatori in questa stagione: niente è come esserci.

Rodrigo Palacio – torna malconcio dal mondiale, il fastidio alla caviglia lo tormenta, ma lui non demorde. Certo il dolore ne condiziona le prestazioni, ma l’Inter non ha molte alternative, così el trenza stringe i denti, e piano piano dopo una prima parte di stagione non brillantissima torna fondamntale nella manovra d’attacco dei nerazzurri. Uomo ovunque corre per tre, l’arrivo di Mancini gli fa acquisire più sintonia con Icardi, e oltre a segnare diventa preziosissimo uomo assist.

Flop
Andrea Ranocchia – uno dei capitani meno amati della storia nerazzurra, e forse uno dei meno dotati. Certo reggere il confronto con “il capitano” non sarebbe stato facile per nessuno, ma Andrea è stato per tutta la stagione in grossa difficoltà. Errori gravi e incertezze che si fanno più evidenti quando ad affiancarlo al centro c’è Juan Jesus.

Piero Ausilio – ha fatto giocare l’Inter quest’anno senza spendere praticamente un euro, e se i risultati fossero stati quelli sperati adesso saremmo qui a venerarlo. Ma purtroppo contano i fatti, e i fatti sono che Vidic non rendendosi conto di non giocare più in Premier ha continuato con la stessa verve facendo più danni che cose buone; Osvaldo – un colpo da maestro – è stato fuori più di un mese, poi poche cose buone ed via di corsa nel mercato di riparazione perché ormai fuori rosa; Shaqiri non ha reso certo quanto sperato e Podolski sarà ricordato solo per i suoi selfie in giro per Milano.

Walter Mazzarri – ringraziando il cielo è storia passata, ma i danni che ha fatto li abbiamo pagati fino alla fine della stagione. Intestarditosi sul 3-5-2 ha fatto giocare per lungo tempo mezza squadra fuori ruolo. Ad un certo punto non riusciva nemmeno a fare quello che lo ha reso famoso a napoli: il contropiede; limitandosi ad un possesso palla sterile. Non è mai riuscito a motivare i suoi calciatori e con quelle uscite del tipo “…e poi si è messo a piovere” è riuscito a diventare lo zimbello dei tifosi dell’Inter e di quelli avversari.

L’arrivo di Mancini ha dato ai nerazzurri un’idea di gioco, e spesso la squadra ha raccolto meno di quello che ha seminato. La difesa devastata dalle scelte del vecchio tecnico con oltre un anno e mezzo di difesa a 3 ha fatto comunque fatica ad abituarsi al nuovo sistema di gioco. Ma ora è il momento di guardare avanti, l’Inter va costruita pezzo per pezzo, servono rinforzi in tutti i reparti, e c’è la necessità di liberarsi degli esuberi. Pochi acquisti sicuri, potrebbero essere la strada giusta, ma bisogna partire dalle certezze: Icardi è di certo una di queste e mi piacerebbe poter dire lo stesso di Kovacic.