Top & Flop di Napoli-Inter (2-1)

Dalla sconfitta del San Paolo, ne esce un’Inter per niente ridimensionata, e se è possibile, ancora più consapevole della sua forza; anche gli scettici, quelli di “…brutto calcio” e “solito 1-0” sembrano essersi accorti che l’Inter è una squadra che sembra costruita per vincere, che se la gioca fino alla fine e con un uomo in meno mette alle corde lo spettacolare Napoli di Sarri. La verità è che questa sostanziale differenza non si è vista, il Napoli, fortissimo in attacco crea pochissimo, se non per quelle occasioni che costruisce da solo quello straordinario attaccante che è Higuain.

Top
Ljajic – le cose migliori le fa vedere quando gioca da prima punta. Crea, tiene palla par far salire la squadra, torna a prendersi il pallone a centrocampo e spesso agisce da terzino. Trova un gol bellissimo. Al momento è l’uomo più in forma.

Brozovic – corre pure per Guarin e crea la superiorità numerica a centrocampo; talvolta, riesce anche a rendersi pericoloso, insomma fa anche quello che dovrebbe fare Perisic.

Higuain – davanti ad un giocatore così non puoi parlare di disattenzioni difensive, devi solo toglierti il cappello. Sul primo gol Murillo rinvia con sufficienza, Nagatomo guarda Callejon portare avanti il pallone e Higuain senza mai guardare la porta si gira e fulmina Handanovic con un tiro preciso e potentissimo; il secondo gol è una dimostrazione di forza eccezionale: corre per 60 metri palla al piede tenendo dietro Miranda e Murillo che cercano di spostarlo e conclude dove Samir non può arrivare.

Flop
Nagatomo – io non ce l’ho con lui, ve lo giuro. Il momento più significativo della sua partita oltre all’espulsione – che sarà discutibile, ma tu già ammonito devi fare attenzione – è stato quando dopo che l’Inter ha messo fuori il pallone per far soccorrere un giocatore del Napoli che era a terra, e Reina restituisce il pallone ai nerazzurri, lui lo rinvia di testa ributtandolo nella metà campo napoletana. Livelli di attenzione altissimi.

Guarin – nervoso, lento e spesso impreciso. A inizio secondo tempo, si prende una giusta ammonizione e poi esce dal campo senza lasciare un buon ricordo. Un sinistro di poco alto nel primo tempo avrebbe legittimato la sua presenza, e adesso staremmo parlando di un’altra partita, ma stavolta no, nessun terno sulla ruota di Napoli.

Orsato – non è tanto l’espulsione di Nagatomo, che come dicono tutti “in termini di regolamento ci può stare” se interpreti il regolamento alla lettera. Ma se interpreti il regolamento alla lettera nel secondo tempo devi ammonire anche Higuain, Albion e Biabiany perché in termini di regolamento sono stati autori di interventi in ritardo, e quindi da giallo; sempre in termini di regolamento, ma solo se lo si applica alla lettera eh, ci sarebbe un’entrataccia di Koulibaly già ammonito su Murillo a fine partita, ma nel secondo tempo Orsato ha dimenticato di avere i cartellini in tasca. Tornando a Nagatomo, se uno non vuole vedere proprio alla lettera il regolamento, sul primo giallo, il giapponese arriva di sicuro fuori tempo, ma appoggia appena la mano sulla schiena di Callejon che sembra colpito da un cecchino, il secondo invece Nagatomo sicuramente in ritardo, scivola davanti ad Allan provando anche ad abbassarsi, e non lo tocca se non con la testa. Il brasiliano finisce a terra, rotolandosi tra atroci sofferenze. Nel dopopartita parla così: “Il fallo di Nagatomo? L’ho saltato, avrebbe potuto farmi male. Quindi il giallo per me ci sta”. Se non l’avesse saltato avrebbe potuto fargli male, quindi quella scena come può essere considerata in termini di regolamento? Simulazione?

Mancini sbaglia forse le scelte iniziali. Nagatomo e D’Ambrosio non fanno certo il loro mestiere, e Guarin e Icardi non sono stati pervenuti; ma dopo il raddoppio del Napoli è solo Inter. I nerazzurri in inferiorità numerica tengono testa e poi schiacciano il la squadra più in forma del campionato nella propria area di rigore; uno degli attacchi più prolifici d’Europa crea oltre ai due gol poco o niente. Può una sconfitta legittimare quella parola che tutti da inizio campionato, nonostante l’Inter prima in classifica pronunciano con timidezza? Scudetto. I nerazzurri non devono dimostrare niente, la squadra è stata pensata per andare in Champions, e niente di più. Ma lo sappiamo, l’Inter è pazza e le imprese titaniche sono nel nostro DNA, come la serie A recita un mantra.