Top & Flop di Juventus-Inter (2-0)

Juve-Inter non è mai una partita come le altre: la storia inevitabilmente alza i toni, carica i calciatori e i tifosi all’inverosimile. Bonucci alla vigilia minaccia “li schiacceremo”, l’Inter era in silenzio stampa, ed è rimasta in silenzio anche per i 90 minuti della sfida. All’inizio è sembrata subito brutta, la Juve parte forte e ha subito un paio di occasioni, tra le quali la clamorosa traversa di Hernanes che quasi da fermo esplode un tiro violentissimo. Poi dopo i primi 20 minuti l’Inter si riorganizza, e riesce ad arginare la manovra bianconera creando – poco – ma va già meglio. Nella ripresa arriva il gol di Bonucci, che ieri sera sarebbe dovuto restare a casa per il fallo su Destro di qualche settimana fa, l’Inter non c’è, o meglio, è in panchina, perché alla fine basta mettere la qualità in campo per far paura a Buffon.

Top
Kondogbia – io tifo per lui. Ogni partita sempre meglio, e ieri forse è stato il migliore. Mette ordine seppur giocando con semplicità. Nel primo tempo sfonda spesso a sinistra, nella ripresa sembra più in ansia, ma non va mai in apnea.

Handanovic – mette sulla traversa il siluro di Hernanes, e non gli si possono dare colpe sui gol.

Alex Sandro – un terzino come a Milano non se ne vedono da tempo. Quando affonda sulla fascia è difficile da domare, pecca qualcosa in fase difensiva, ma nel modulo di allegri da esterno di centrocampo è quasi perfetto. Speriamo che Telles – che comunque ha disputato una buona gara – abbia visto come si fa.

Flop
D’Ambrosio – Alex Sandro è un cane idrofobo, mentre lui ci mette la stessa verve che ci vuole per fare un pic nic in campagna. Se perde un pallone – e ne perde – non ci prova nemmeno a recuperarlo. +1 al fantacalcio per l’assist a Bonucci in una situazione che francamente, era gestibile con tranquillità.

Icardi – la Juve è la sua vittima preferita, fino a ieri 6 gol nei precedenti 6 incontri. Il cecchino, quello che ha la media più alta tra conclusioni in rete e gol segnati, questa media la mantiene ciccando clamorosamente il sontuoso assist che gli serve Palacio, non conta come tiro in porta.

Mancini – mette in campo quasi tutti i difensori che ha, e sotto di due gol toglie l’unica punta di ruolo. Lascia fuori Perisic, Ljajic, Jovetic e Eder, insomma la gente che sa giocare a calcio. Nel finale li mette in campo, e l’Inter arriva davanti a Buffon, troppo tardi.

Si, il rigore non c’era, il fallo di Miranda è netto, ma c’era un fallo ancor più netto di Morata. Ma vogliamo attaccarci a questa cosa? L’Inter si stacca dal treno Champions, e forse, più che guardare avanti, dovrebbe cominciare a guardarsi dietro: la seconda squadra di Milano è arrivata ad un solo punto di distacco.