Top & Flop di Inter-Udinese (3-1)

Inter-Udinese: se provate a cercarla su Google i primi 3 o 4 risultati parleranno dei 22 stranieri in campo; “che scandalo!!” “una partita del campionato italiano, nella quale l’unico italiano è l’arbitro” quello che non leggerete è che in Udinese-Napoli di poche settimane fa, gli stranieri erano 21, con il solo Insigne in campo, ma lì nessuno si è indignato. Se scorrete i risultati della ricerca, troverete anche il risultato: l’Inter vince 3-1, dopo una mezz’ora di smarrimento comincia a giocare e si impone, con la doppietta di Jovetic ed il primo gol nerazzurro di Eder.

Top
Jovetic –
se fai due gol non puoi non essere tra i migliori. Perde palloni come un deficente, li recupera e subito dopo li perde ancora. Indolente, fumoso e incostante, ma risolve con piatto e petto la partita; due gol facili facili, ma pesantissimi.

Icardi – una partita tutta assist, tocchi, passaggi e sacrificio. Gioca come dovrebbe fare Jovetic e poi prova il gol dalla distanza. Una partita splendida, da vero capitano.

Kondogbia – lo dico da settimane: soldi tutt’altro che sprecati. Palle recuperate, dribbling e passaggi illuminanti; è lui ad accendere la luce. Guardatelo quando protegge palla, e trasforma l’azione da difensiva in offensiva, è inarrestabile.

Flop
Miranda –
strano, ma la colpa sul gol dei friulani è sua. Poi torna sui suoi livelli, ma errori così, da lui non te li aspetti.

Nagatomo – nel primo tempo sembra si diverta a colpire gli avversari piuttosto che mettere cross in area. Spinge con poca convinzione è un paio di volte si fa infilare da Edeilson. Juan Jesus sembra più terzino di quanto non sia lui.

Celi – no, non c’è un posto riservato all’arbitro nei flop. Ma il signor Celi, l’unico italiano in campo, non fa bella figura. Nessun errore terribile, ma una gestione scellerata dei cartellini, troppo permissivo nel primo tempo dove i friulani sembravano giocare un altro sport, con un paio di falli di mano impuniti. Al 44′ Thereau stende Kondogbia, l’arbitro fa proseguire per il vantaggio ma poi non ammonisce l’attaccante; mentre quando Kondo sfiora appena Edenilson che crolla a terra scatta il giallo. Giallo anche per Perisic che dopo una chiarissima deviazione di Wague su un suo tiro, chiede il corner, senza di certo eccedere, ma l’arbitro tira fuori il cartellino. A fine primo tempo, nonostante i due gol segnati, non c’è recupero, nel secondo invece con l’Inter avanti di una rete, i minuti di recupero sono addirittura cinque.

Ieri parlando di questa storia degli stranieri mi dicevano: “se poi hai solo tre italiani in rosa, non sono certo delle stelle” ma ditemi il nome di un italiano che sia una stella. Baggio e Maldini non giocano più; forse Totti, ma non ha mai vinto nulla; diciamo Verratti, ma non gioca nemmeno in Italia. Se poi, i miei italiani, devono essere Pavoletti un simulatore che cerca continuamente il contatto, o Bonucci aggressivo, intimidatorio e impunito, juventino insomma; no grazie, io mi tengo gli 11 stranieri.