Top & Flop di Inter-Roma (1-0)

Con che sorriso vi siete svegliati stamattina? no, non è tanto la testa della classifica, – un dato che certo dopo dieci giornate, non può essere un caso – ma il fatto che ieri si è vista un’Inter solida con qualità e carattere. La Roma, quella che fa paura, quella con il miglior attacco in serie A, esce da San Siro a bocca asciutta e perde in un sol colpo il primato e la partita.

Top
Handanovic – sempre attento. Ottimo nel primo tempo, ad un certo punto della ripresa fa quattro parate in quattro secondi. Nella sua porta, non entra nemmeno la polvere.

Medel – l’insospettabile autore del gol del successo nerazzurro. Fa la solita partita da mastino, correndo dietro a tutti. Jovetic gli serve un pallone sul velluto, e lui da trenta metri – pur non avendo un piede fatato – pesca il jolly su cui si costruisce il successo dell’Inter. Per Gary non vale il detto “can che abbaia non morde”.

Mancini – quando ho letto la formazione ufficiale mi sono detto: “ma che sta facendo?!”; ma probabilmente il motivo per il quale lui è l’allenatore dell’Inter, ed io sono qui a scrivere è che il Mancio aveva tutte le ragioni del mondo. Nagatomo e D’Ambrosio inaspettatamente titolari per contrastare la velocità di Gervinho e Salah; l’assenza di Icardi e le tre mezzepunte per non dare riferimenti a Manolas e compagni: scelte coraggiose, premiate non solo dal risultato. A differenza di Garcia che non ha saputo adattarsi, continuando a giocare sempre nello stesso modo, il tecnico dell’Inter vara la nuova squadra che vede Jovetic al centro del sistema solare, e si prende solo applausi.

Flop
Kondogbia – non è un vero flop, in realtà il suo ingresso porta respiro al centrocampo. Ma il gigante francese fa ancora tanta confusione, e rischia con qualche pallone perso di lanciare il contropiede della Roma. Comunque un passo avanti.

Salah – di solito è straripante, ieri, nessuno lo ha notato. Probabilmente deluso di aver trovato chiuso Expo, l’esterno egiziano che in estate è stato vicinissimo all’Inter non ha praticamente creato nessun pericolo.

Dzeko – si muove al rallentatore. Prova un paio di colpi di testa senza mai impensierire nessuno. Quando il pallone gli capita sui piedi ci pensa D’Ambrosio a disinnescarlo.

Avrei voluto scrivere anche di Miranda e Murillo, quei due al centro della difesa sono una specie di muro che non fa passare nemmeno la luce. Si, l’Inter non segna tanto, ed è la sesta partita che vince con lo striminzito risultato di 1-0, lo sentiremo ancora, e sarà ancora una volta l’occasione per screditare l’operato di un gruppo che, partito senza pretese, è dall’inizio del campionato nelle posizioni di classifica che da sempre gli competono: le prime. Vujadin Boškov una volta disse: “meglio perdere una partita 6-0, che sei partite per 1-0” è vero anche il contrario!