Top & Flop di Inter-Palermo (3-1)

Una rondine non fa primavera, due rondini, non ancora. L’Inter conferma solidità, corsa e occasioni da rete, vincendo 3-1 e lasciando il Palermo al palo, ad un solo punto dalla zona retrocessione. Certo i rosanero non sono la Juve, ma così si torna a vincere in campionato e si resta attaccati al treno Champions, a -5 da una Roma brillante.

Top
Perisic – se non è il migliore in campo poco ci manca. Quando parte è imprendibile, resta defilato sulla fascia facendo passare una brutta serata a Rispoli. Quando il pallone è sul lato opposto si accentra e diventa pericoloso anche in zona gol. Timbra il 3-1 e rischia la doppietta personale.

Icardi – un gol come il suo forse non lo avrebbe segnato nemmeno Mancini. Ma il killer istinct non è la sola cosa degna di nota della partita di Maurito: torna spesso per appoggiare i compagni, lo si vede spesso sulla fascia e aiuta in difesa sui calci piazzati.

Vazquez – è l’unico che ci prova. Tante giocate buttate nel vuoto, tanti colpi presi e un gol da rapace d’area. Una spanna o forse più sopra i suoi compagni.

Flop
Nagatomo/D’Ambrosio – sindrome da personalità multipla per Danilo, che dopo l’orribile partita di domenica scorsa, e la prestazione più che buona in Coppa Italia, anche se in un ruolo non suo, torna a farsi maledire perché oltre ad essere troppo timido, sbaglia un’infinità di appoggi, ma anche quelli più semplici. Meglio comunque lui che Nagatomo che spesso si spinge in avanti per produrre cross sballatissimi senza poi tornare a coprire.

Kondogbia – la crescita nelle ultime partite è netta ed evidente, ma perde nel primo tempo due palloni sanguinosi che non si trasformano in azioni pericolose solo per la pochezza della squadra avversaria.

Maresca – ha il difficile compito di marcare Ljajic, ma siccome l’ha comprato al fantacalcio decide che è meglio non farlo. Cammina per il campo guardando gli avversari come fossero quadri in un museo, quando in un museo dovrebbe esserci lui. Mummia.

Un po’ di tranquillità in un anno fino a qui più nero che azzurro, oltre ai risultati negativi – come se questi non bastassero – anche il continuo vociare di vendite della società, debiti e fallimenti. Ma l’Inter si sa, è sempre sotto la lente d’ingrandimento. I debiti ci sono, ma sono come quelli delle altre società, o poco più gravi. Le cifre che girano tengono conto solo dei soldi che i nerazzurri devono agli altri, e chi le snocciola si dimentica sempre di dire che ci sono società che devono dei soldi all’Inter. Per ora si comincia a rispondere sul campo, sperando di continuare per questa strada.