Top & Flop di Inter-Napoli (2-2)

Hernanes-DodoDue reti, un palo, un punto. Questo è quello che si portano a casa Inter e Napoli; tutto pari, tranne il possesso palla che nel primo tempo è stato tutto della squadra nerazzurra, che ha tenuto in mano il pallino del gioco fin dal primo minuto senza mai però impensierire il portiere partenopeo. Batti e ribatti, Napoli in vantaggio e Inter che riaggancia. Tristemente, anche senza il gol di Hernanes, con il 2-1 per il Napoli sarebbe finita meglio di come mi aspettavo; e invece la sensazione è che se l’Inter avesse avuto il coraggio di osare, portare a casa i 3 punti non sarebbe stato poi così difficile, vista la facilità con cui può essere perforata la tenera difesa azzurra.

Top
Hernanes – la sua miglior partita di questo campionato. Cambia passo, salta l’uomo ed è spesso pericoloso. Padrone del centrocampo insieme a Kovacic, alla fine salva capra e cavoli con un colpo di testa degno del miglior Ivan Zamorano.

Kovacic – se la palla passa tra i suoi piedi, l’Inter è più bella. Non abbassa mai la testa e illumina la scena con aperture per i compagni che non le sfruttano perché si fermano ad applaudirlo. Fa il regista e il trequartista, ha vent’anni, è un fuoriclasse.

Callejon – non è un attaccante, ma vede la porta meglio di tutti. Segna due gol bellissimi con la complicità della difesa nerazzurra.

Flop
Vidic – così non va. Passi per l’irruenza che ci mette sempre, perché abituato al calcio inglese – anche ieri avrebbe meritato un giallo che Orsato gentilmente gli evita – ma la sua prestazione condiziona inevitabilmente la partita. Serve un assist a Callejon sul primo vantaggio azzurro, e sul secondo rimane almeno cinque metri indietro alla linea dei compagni.

Ranocchia – spinge con personalità nel primo tempo favorito da un Napoli contratto. Ma quando Benitez alza la linea difensiva, Insigne lo mette spesso in difficoltà, come nell’occasione del palo azzurro.

Mazzarri – prova a vincerla. Ma la squadra nonostante la differenza di possesso palla ha paura di arrivare in porta. Ritarda i cambi, e si fa espellere proprio quando c’era più bisogno di lui.

La nord non smette un attimo di cantare, nonostante per oltre un’ora la partita sia stata molto noiosa. Si sentono anche dei fischi, per il possesso palla prolungato ma sterile che forse in un altro momento avrebbe portato a scroscianti applausi. Negli ultimi minuti tutto si accende più per la disperazione che per il merito tattico. Il pareggio scontenta tutti, ma concede un po’ di respiro.