Top & Flop di Inter-Napoli (0-0)

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La sfida è una di quelle cariche di promesse. Il Napoli con una vittoria poteva centrare aritmeticamente il terzo posto, l’Inter poteva consolidare il quinto che significa Europa League. I tecnici in polemica con i rispettivi ex presidenti. Il Napoli che è la squadra che segna di più con gli attaccanti, contro la difesa non sempre irresistibile dell’Inter. Per entrambe le squadre è vigilia di una partita importante: il derby da una parte, che a prescindere dalle posizioni in classifica non è mai una partita come le altre; e la finale di Coppa Italia dall’altra, che per chi sembra sempre sul punto di vincere qualcosa, e invece poi, di trofei può vantarne ben pochi, assume proporzioni bibliche. Invece finisce 0-0, il risultato più difficile da pronosticare alla viglia, perché il Napoli non chiudeva un match a reti bianche da 46 gare, e perché Inter-Napoli non finiva 0-0 da quasi 20 anni. Tantissime occasioni e l’amaro in bocca un po’ per tutti.

TOP
Kovacic – Il professore sale in cattedra, e mette in riga il centrocampo dell’Inter. Un primo tempo suntuoso, vivace e attivo sulla trequarti, si muove tra le linee e suscita lo stupore del pubblico con aperture da giocatore di assoluto talento. Speriamo che un giorno Mazzarri ci spieghi perché in 30 partite non è stato titolare.

Inler – metronomo del centrocampo del Napoli, sempre nel vivo dell’azione, prova diverse volte la conclusione dalla distanza prendendo anche un palo nel finale.

Curva Nord – un comunicato l’aveva annunciato in settimana: “la coreografia preparata per il derby, che non fu esposta per solidarietà alla curva sud, sarà utilizzata per Inter-Napoli”. E così è stato; a pochi minuti dal fischio di inizio viene esposto un drappo con scritto “Leggere apre la mente”, e immediatamente dopo l’enorme libro con una frase di John King, autore di “Fedeli alla Tribù” che recita: “A nessuna industria televisiva sembra che interessi dei tifosi, ma senza l’urlo e il movimento del pubblico il calcio sarebbe uno zero. Il calcio è una storia di passione e sarà sempre così. Senza la passione il calcio è morto: solo 22 uomini che corrono su un prato e danno calci a una palla. Proprio una gran cagata. E’ la tifoseria che fa diventare il calcio una cosa importante”. Il cuore della Nord ancora una volta in aperta polemica con le istituzioni, in uno spettacolare tentativo di riportare i signori del calcio con i piedi per terra. Senza la tifoseria il calcio non è nulla! Grazie ragazzi!

FLOP
Icardi – prestazione sottotono per l’argentino, che appare in difficoltà persino nella corsa. Claudicante per aver subito un colpo al ginocchio, viene sostituito nel secondo tempo, dopo aver combinato poco o nulla; ma si arrabbia per la sostituzione mormorando “stavo bene” mentre si allontana.

Thohir – costretto suo malgrado ad assistere dal vivo all’ennesimo pareggio. Con lui in tribuna l’Inter ha vinto solo due volte. Si propone una colletta per acquistargli un comodo divano e un abbonamento alla payTV per fargli guardare le partite da casa.

Rizzoli – non vogliamo parlare, di quello che potrebbe essere successo se l’Inter avesse giocato in superiorità numerica per oltre un’ora, vogliamo parlare di chi volutamente decide di andare contro il regolamento.
“Un calciatore, sia egli titolare, di riserva o sostituito, deve essere espulso se impedisce la segnatura di una chiara occasione di segnare una rete alla squadra avversaria, commettendo un’infrazione tecnicamente punibile con un calcio di punizione, diretto o indiretto, o di rigore, nei confronti di un avversario diretto verso la porta (condotta gravemente sleale)”
questo è quello che prevede il regolamento; quello che è successo al venticinquesimo invece, è che Britos, ferma Palacio che corre ormai senza ostacoli verso la porta del Napoli, e Rizzoli, lo ammonisce. In quel caso o non c’è fallo, oppure è cartellino rosso; il giallo è un compromesso che fa storcere il naso. L’arbitro inoltre risparmia il secondo giallo a Henrique per aver volontariamente con la mano interrotto un passaggio di Cambiasso, così come nei primi minuti non ammonisce Mertens per lo stesso fallo. Ma queste cose sembrano non far testo.

 

L’Inter gioca bene nel primo tempo, tiene sempre testa al Napoli e impegna Reina con diverse conclusioni. Mazzarri a 10 minuti dalla fine, sullo 0-0 in casa, decide di togliere un attaccante per mettere un centrocampista, l’Inter si schiaccia e viene salvata dal palo di Inler che l’avrebbe giustamente punita. Una mentalità quella del tecnico, che continua a non essere adatta ad una grande squadra.