Top & Flop di Inter-Milan (1-0)

Derby numero 163 in Serie A, e con quella di ieri sera fanno 61 vittorie dell’Inter a fronte delle 50 del Milan. Si, contiamo solo quelli di serie A, perché a differenza di quanto sembrava poco meno di un mese fa, i Derby cinesi, o i Trofeo Tim non contano niente. L’Inter ieri si presenta a San Siro con un’assenza importante: quel Miranda che oltre alle qualità tecniche ha l’esperienza giusta per guidare e organizzare una difesa completamente nuova; al suo posto un meno delicato, meno alto, meno tecnico Medel, che con la presenza di Felipe Melo a centrocampo, e il fischietto in bocca a Rocchi potevano far pensare ad una partita che l’Inter avrebbe finito in 9 o anche in 8, ma così non è stato.

Top

Guarin – se vinci un Derby 1-0 quello che ha segnato non può che essere l’uomo copertina. Fredy fa un primo tempo di latitanza, come spesso accade, ma nella seconda frazione si presenta davanti a Diego Lopez, prima con un paio di colpi di testa, e poi con l’azione personale che porta al gol: finta di destro, pallone sul sinistro e missile piazzato nell’angolino con buona pace del portiere rossonero, che non poteva arrivarci.

Juan Jesus – chi è? o meglio: qual è quello vero? difensore centrale dalle impressionanti qualità fisiche e dalla dubbia capacità tecnica, nell’Inter di Mancini gioca spesso da terzino sinistro, e spesso, spessissimo gioca male. Ma ieri no; ieri ha tirato fuori la miglior partita mai giocata in quel ruolo, fino a quando Kucka non lo manda in ospedale. Certo scende poco, e non becca un cross nemmeno per sbaglio, ma gli spazi dietro sono tutti suoi, e la diagonale di chiusura su Luiz Adriano gli vale da sola il posto tra i migliori.

Felipe Melo – confesso il mio peccato, nutrivo forti dubbi sull’acquisto del brasiliano, ma da ieri sera, il mio cuore è più leggero. Un gigante a centrocampo, morde le caviglie a tutti e imposta il gioco dignitosamente. All’ingresso in campo di Balotelli lui va a dargli il benvenuto: lo stende e lo manda pure a quel paese candidandosi a nuovo idolo della curva.

Flop

Murillo – il primo errore a bocce ferme rischia di mettere la partita su un binario pericoloso. Serve un assist a Luiz Adriano che solo Handanovic e i tre martini bevuti dal brasiliano prima di scendere in campo possono neutralizzare. L’errore lo condiziona per un po’, poi però ritrova sicurezza e fa sentire la sua presenza, anche in attacco, dove prova su calcio d’angolo una spettacolare rovesciata.

Icardi – torna dall’infortunio, ma non è una scusa. La verità è che la squadra lo coinvolge poco, e lui, a differenza di Jovetic difficilmente si abbassa a prendersi il pallone. Si mangia un’occasione colossale a fine primo tempo dove in verità, anche Diego Lopez ci mette il suo.

Mihajlovic – “potrei anche morire di fame, ma mai al Milan” così disse ai tempi di Catania, e invece in settimana saltava al coro “chi non salta nerazzurro è”. Si presenta in settimana dicendo di non aver mai perso un derby, e adesso ha provato anche quest’altra esperienza. Nel dopo partita fa un’uscita infelice nei confronti della giornalista Mediaset Mikaela Calcagno rispondendole: “Perché ho deciso di sostituire Bacca e non Honda? Perché io faccio l’allenatore, tu la conduttrice”. Insomma, pochi mesi in rossonero sono bastati a fargli perdere tutta la classe che aveva accumulato nei suoi anni all’Inter, che lui sembra aver dimenticato, e che presto dimenticheranno anche i tifosi nerazzurri.

L’Inter è in testa al campionato, a +6 sul Milan e +8 sulla Juve, è presto, non significa niente, ma ci piace sottolinearlo.