Top & Flop di Inter-Juventus (0-0)

Non è stato un spettacolo scoppiettante; il big match di questa giornata di campionato vede di fronte da una parte l’Inter e dall’altra quegli altri lì: i difensori delle forze del male. L’ex derby d’Italia, come era considerato prima che qualcuno andasse a fare le trasferte con Crotone e Albinoleffe, offre una partita con due squadre contratte che si aggiudicano un tempo a testa, più preoccupate, pare, di farsi male, che intenzionate a far male all’avversario.

Top
Jovetic – non doveva giocare, ma per fortuna c’era, e se ne sono accorti tutti. Le sue fragili gambe reggono il peso dell’attacco nerazzurro; accelera, dribbla, crossa e tira; sa sempre esattamente quello che deve fare. Sembra al momento l’unico capace di accendere la luce.

Medel – torna a centrocampo dopo un po’ di partite giocate in difesa, e fa quello che deve fare. Morde, recupera un’infinità di palloni e pressa altissimo. Ha la solita difficoltà ad impostare il gioco, ma quello non è il suo mestiere. Nella ripresa cala, e la Juve prende campo; come non si può prescindere dalle giocate di JoJo in attacco, così non si può fare a meno del suo filtro davanti alla difesa.

Curva Nord – in realtà uno spettacolo c’è stato: sugli spalti. La curva Nord, mai banale, ieri organizza una splendida coreografia che ricorda come l’Inter sia da sempre e per sempre, l’ossessione per i tifosi bianconeri. “Berlino, 6 giugno 2015: c’eri quasi” recita la coreografia, con due mani a toccare, senza riuscirci, i tre trofei che sono e saranno ancora il loro più grande incubo: il triplete. Poi lo striscione: “Continua a sognare” e l’immagine della “banda bassotti”. L’Inter aveva chiesto ai tifosi di riempire lo stadio dei colori della società e San Siro ha risposto nel migliore dei modi, coronando con l’arte dell’ironia la già meravigliosa cornice dei 79.000 spettatori.

Flop
Icardi – fino ad ora aveva segnato contro questi qui, 6 gol in 5 gare; ieri resta a secco senza mai tirare in porta. Non si può dire che non si impegni, ma purtroppo i risultati mancano. Non torna, non tira e non prende falli per far salire la squadra.

I terzini – Santon ha grosse difficoltà in fase di uscita dall’area: se nemmeno Evra ti fa passare un po’ di problemi ce li hai. Juan Jesus invece spinge con più continuità, ma purtroppo arrivato in zona cross non lo prova nemmeno – non ne è capace, diciamolo – quindi si ferma e passa indietro di nuovo a centrocampo.

Pogba – l’acqua santa che hanno bevuto lui, Morata e Mandzukic per tornare miracolosamente in campo non li ha fatti giocare come si deve. Paul nonostante il suo cartellino valga quanto il Duomo, non incide proprio per niente sul gioco Juventino. Lento e prevedibile soprattutto nel primo tempo, cresce un po’ nella ripresa quando l’Inter cala.

Poteva essere l’occasione per riagguantare il primo posto in classifica, ma in realtà poteva anche andare peggio. Il bilancio è forse più positivo che negativo, ma resta il fatto che l’Inter tira poco in porta, e di conseguenza ha pochissime occasioni di segnare. Forse con l’eventuale impiego futuro di Ljajic e di conseguenza i due esterni si potranno svincolare i terzini da necessari compiti di spinta e velocizzare la manovra in attacco, facendo magari arrivare qualche cross in area che sia davvero pane per i denti di Mauro Icardi.