Top & Flop di Inter-Fiorentina (1-4)

Brutto risveglio stamattina eh? Vi sarà capitato di incontrare tifosi di squadre minori che vi avranno additato, non curandosi dei punti che ancora li separano dall’Inter, che nonostante lo scivolone – ci piace pensare che sia solo un caso – è ancora prima in classifica.

Nella notte dell’eclissi di luna, a rimanere al buio sono stati i nerazzurri, che, al secondo minuto, si vedono assegnare un rigore contro – che a mio parere non c’era, perché Kalinic si butta prima che Handanovic sia sul pallone – e un minuto dopo dormono sul secondo gol della Fiorentina; entrambe le reti erano evitabilissime, ma la partita comincia da 2-0 per gli ospiti, che poi sono bravi ad addormentare il gioco e gli spettatori con una melina infinita.

Top
Icardi – ha il merito di segnare il gol della bandiera; e che gol. Lo stacco imperioso di testa, il pallone che si stampa sul palo, la pronta respinta quasi d’istinto a ribadire il pallone in rete. Per il resto poco altro, ma non è facile giocare in quelle condizioni.

Kalinic – questo signore, sconosciuto ai più, ieri ha fatto 3 gol a San Siro contro l’Inter. Ha inoltre procurato un rigore – tuffandosi, ma il calcio è così, ci sta – e l’espulsione ineccepibile di Miranda.

Marcos Alonso – è quello che correva come Bolt sulla fascia. Perisic ha perso talmente tante volte il confronto che Biabyany quando entra al suo posto non ci prova nemmeno ad andargli vicino.

Flop

Handanovic – ci mette la faccia a fine partita e si assume le sue responsabilità; e vorrei ben vedere. Quell’uscita sul retropassaggio di Medel al secondo minuto aveva un sapore di eccesso di sicurezza quando poi non sai gestire un pallone facile facile; non che il cileno sia esente da colpe. Il secondo gol invece è tutta colpa del Mark Renton de noantri, che, fatto come una pigna, non ci prova nemmeno ad intervenire sulla ricaduta del pallone che, in buona sostanza, non si capisce manco come hanno fatto a segnà.

Felipe Melo – volendo prendere uno che ieri era in ferie, avrei dovuto mettere Guarin; ma se volete sapere come ha giocato andatevi a vedere il pezzo sulla partita con il Verona e metteteci qualche bestemmia in più. Invece parliamo di Felipe Melo: non morde, e non ringhia nemmeno; è imbarazzante la differenza con la partita che ha fatto appena quattro giorni prima.

Mancini – nella notte tra sabato e domenica – forse per colpa del ragù di cinghiale – ha sognato Perisic che correva sulla fascia, libero come un puledro nella prateria. Allora parte con questa difesa a 3, o a 5 non si è ben capito, dove Perisic da terzino doveva occupare tutta la corsia. Poi i due gol a freddo lo mandano giustamente in confusione. All’espulsione di Miranda non decide più nulla e lascia fare alla sua ulcera cambiando fino a fine partita 4/5 moduli, mette Santon centrale di difesa, sbaglia tutti i cambi, e lascia in campo fino alla fine il peggior Guarin che si sia mai visto su un campo da calcio.

È stato un incubo, ma è finito. Abbiamo regalato 3 gol e solo uno è stato frutto di un’azione costruita dalla Fiorentina. Per carità, non gli togliamo nessun merito, anzi, per lunghi tratti il pallone i nerazzurri non l’hanno proprio visto; ma forse non è così grave. Sapevamo di non essere perfetti, e penso che nessuno si aspettasse di vincere tutte e 38 partite. Statisticamente, ieri abbiamo subito i gol che avremmo dovuto prendere fino alla fine del campionato, ma forse la batosta ci aiuterà a tornare con i piedi per terra. L’obiettivo rimane sempre il terzo posto, tutto quello che arriverà in più, se dovesse arrivare, sarà grasso che cola.