Top & Flop di Inter-Carpi (1-1)

Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco; così recita il proverbio, e l’Inter pensava davvero di aver messo il carpi nel sacco. Forte del vantaggio siglato da Palacio e da una prestazione buona con diverse occasioni da rete, in una partita, sicuramente non spumeggiante, dove si è andati in sofferenza solo nella parte centrale del match quando mancini ha schierato la difesa a tre. Gli errori individuali sono stati tanti e vari, sia davanti che dietro, ma fino a quel momento non avevano fatto danni: andava tutto bene, poi è entrato Nagatomo.

Top
Handanovic – avesse sventato anche la conclusione di Lasagna, si sarebbe avviato il processo di beatificazione. Fa la solita partita da superstar, anche se il Carpi quando arriva al tiro è quasi sempre in fuorigioco. Sul gol del pareggio non può nulla, è umano anche lui.
Perisic – corre e prova spesso la conclusione. Da un suo tiro nasce il vantaggio di Palacio, e Belec gli nega il raddoppio togliendo la palla dall’incrocio. Non è certo il miglior Perisic di sempre, ma almeno ci prova.
Belec – ve lo ricordate, si? Con l’Inter non ha mai visto il campo, e ieri si è preso una piccola rivincita. Sicuro e provvidenziale in alcuni casi per tutta la partita, all’81’ imita Handanovic con un doppio intervento sul colpo di testa di Melo e l’immediata ribattuta di Palacio.

Flop
Nagatomo – io non ce l’ho con lui, ve lo giuro. Non che Montoya avesse brillato, ma Yuto entrato al posto dello spagnolo, si fa infilare alle spalle da Bianco che serve Lasagna e grazie anche all’errore di Miranda ed al sonnellino di Juan Jesus il Carpi fa 1-1.
Murillo/Juan Jesus – la parola d’ordine è anarchia. La coppia centrale peggio assortita di sempre pensa di poter risolvere tutto con la potenza. Ma non è sempre così, e i due si esibiscono in interventi a volte goffi che tengono un po’ sulle spine tutti.
Icardi – la solita partita di sportellate e pochi palloni giocabili. Ma se vuoi giocare, come vuole giocare lui, devi sfruttare tutte le occasioni per segnare. Invece, quando l’occasione capita, Maurito la affronta con una lentezza imbarazzante.

Forse non siamo nemmeno da terzo posto; questo è quello che ha detto Mancini dopo la partita, comprensibilmente adirato per la miriade di errori individuali. Non lo so se ha regione, e nemmeno se lo pensa veramente, ma sta di fatto che l’Inter non vince più in casa, ma soprattutto rovina sempre a tempo scaduto.