Top & Flop di Inter-Cagliari (1-4)

Nagatomo
Nagatomo

Forse la posizione in classifica del Cagliari, ha portato a pensare che oggi potesse essere facile. La difesa ha pensato bene di utilizzare il prato verde di San Siro per fare un pic-nic, ha apparecchiato tutto per bene, ma a sedersi a mangiare sono stati solo gli uomini di Zeman.

Top
Handanovic – strano che il portiere sia tra i migliori in campo quando si prendono quattro gol; ma Samir lasciato solissimo dalla difesa in balìa dei cagliaritani che spuntano dappertutto, fa quel che più ed evita un risultato ancor più vergognoso di quello maturato, parando un rigore a Cossu.

Osvaldo – fa quel che può, mette in rete l’unico pallone giocabile che gli arriva grazie ad una brillante idea di Palacio; corre, lotta e rischia di arrivare alle mani con Bolzoni per difendere Guarin, non che il Guaro ne avesse bisogno.

Ibarbo – Ekdal ne fa tre, lui non segna; ma la cosa più bella della partita è la discesa sul gol del 1-3 che manda in bambola tutta la difesa dell’Inter. Trovasse un po’ di continuità con la sua velocità, la forza fisica e la facilità con cui addomestica il pallone in corsa, sarebbe di certo uno dei migliori attaccanti in Italia.

Flop
Nagatomo – gioca 27 minuti, fa un assist a Sau e si prende 2 giusti cartellini gialli nel giro di un minuto e mezzo. C’è bisogno di aggiungere altro?

Vidic – affronta le partite come l’indicatore di direzione delle automobili: una volta acceso, una volta spento; oggi era spento. Perde tutti i duelli, che sia Ibarbo, Sau, Ekdal o Cossu, non importa non ne ferma neanche uno. Procura un rigore al Cagliari, ma qui non c’entra la differenza tra gli arbitri inglesi e quelli italiani, quello sarebbe stato rigore anche in Premier League.

Mazzarri – l’Inter parte con un terrificante approccio alla partita, che si complica ulteriormente con l’espulsione di Nagatomo. Alla fine del primo tempo sotto di 3 gol, si dovrebbe – credo – dare la carica a chi è in campo per cercare una rimonta seppur disperata; lui va a sedersi in panchina fino al fischio finale.

L’Inter non perdeva a San Siro dal 15 marzo scorso, nelle prime 4 giornate aveva subito un solo gol, oggi ne ha subiti quattro in 44 minuti. Non ci interessa di chi è la colpa; ma in campo si è vista una squadra svogliata, immagine perfetta del tecnico silenzioso in panchina per tutto il secondo tempo.