Top & Flop di Udinese-Inter (1-2)

Una bella vittoria? No, non proprio; si me è stata schiacciante? No, nemmeno; una vittoria, si, con tre punti fondamentali per restare agganciati al treno Europa, ma che sofferenza! L’Inter dell’11 contro 11 è bella e pericolosa, l’Udinese parte forte ma senza mai creare pericoli, mentre i nerazzurri sbattono più volte contro un Karnezis in grande spolvero. Intanto Domizzi si prende un giallo protestando per avere una rimessa dal fondo che l’arbitro gli aveva già assegnato, stupida, almeno quanto l’entrata folle che fa su Hernanes a fine primo tempo: secondo giallo e doccia anticipata.

Il secondo tempo è un’altra storia, ma non è quella che ci si aspetterebbe con l’Inter in superiorità numerica: pronti, via, Kovacic entra in area, Danilo entra in modo scomposto nel momento in cui il croato si libera del pallone, e l’arbitro assegna un rigore largo di maniche, non scandaloso, ma non sarebbe stato scandaloso nemmeno non darlo. Icardi segna con freddezza, ma la premiata ditta Allan-Di Natale pareggia subito la situazione. Badu si prende due gialli in un minuto e raggiunge Domizzi, entra Podolski che si inventa un sinistro meraviglioso che porta in vantaggio l’Inter, ma da quel momento i nerazzurri vanno in letargo, in vantaggio e in doppia superiorità numerica, non solo non riescono a chiudere la partita, ma rischiano più volte il gol del pareggio.

Top
D’Ambrosio – spinge con continuità, copre e si sovrappone spesso a Guarin. Forse è l’unico che non si addormenta. Nel finale il salvataggio su Perica vale come un gol.

Podolski – l’uomo che non ti aspetti. Ha già la valigia pronta per tornare a casa, ma aveva un colpo in canna che non aveva ancora avuto la possibilità di esplodere. Dopo l’assist contro la Roma, il gol, bello, imparabile. È primavera, è suonata la sveglia!

Allan – l’Inter lo segue, e se aveva ancora qualche dubbio sulle sue qualità, ieri se li è tolti tutti. Un motore inesauribile, assoluto padrone del centrocampo anche quando i friulani restano in 9.

Flop
Medel – fa il solito lavoro di recupero palloni, ma Allan lo porta a spasso con un confronto tecnico a tratti imbarazzante.

Santon – timido, troppo. Sulla sua fascia non si gioca quasi mai, perde molti palloni rischiando di favorire le sortite bianconere e quando spinge lo fa con poca lucidità.

Domizzi/Badu – due espulsioni inconcepibili quanto ineccepibili, lasciano la squadra in 9. Francamente, l’Udinese avrebbe meritato di più, avrebbe almeno meritato di provare a giocarsela senza questi due con il cervello in pappa.

L’Inter perde la testa, e rischia di rovinare tutto. Mancini azzecca la carta Podolski, ma dovrà chiedere spiegazioni ai suoi. Non ci sono errori di tattica, ma il calo di concentrazione e l’incapacità di chiudere il match è un problema reale. I nerazzurri mancano di personalità, e purtroppo quella non si insegna, ma l’Europa è a un passo, basta allungare la mano.