Top & Flop di Milan-Inter (1-1)

Difficile giudicare; di sicuro non è stata una bellissima Inter, ad essere sinceri, appena mediocre, come la partita del resto; ma comunque, niente a che vedere con la squadra scialba e senza idee di appena 15 giorni fa. Il ritorno del Mancio sulla panchina nerazzurra ha portato rinnovato entusiasmo ed ha caricato la partita di aspettative che sono state tradite dai protagonisti.

TOP
Nagatomo – mancava da un po’ nel terzetto dei migliori, ma ieri sembrava essere tornato il samurai che tutti conoscevamo. Corsa, recuperi e finte. Tiene sempre basso El Shaarawy nonostante il milanista voli con le sue sopracciglia ad ali di gabbiano. Sorpreso un po’ alto sul gol di Menez, ma dopo un anno e mezzo di difesa a tre non bastano una manciata di giorni per riabituarsi a compiti di copertura.

Dodò – il migliore per il coraggio di restare in campo. Prende botte per tutto il tempo: pronti via e Muntari gli presenta il gomito sulla faccia lasciandolo a terra sanguinante. Nel secondo tempo Rami mette in pratica gli insegnamenti dei suoi nuovi amici della mafia albanese conosciuti in un bar la sera prima e lo stende volontariamente a palla lontana. Chiude la partita gonfio come Silvester Stallone in Rocky.

Obi – il nome del nigeriano nel terzetto titolare di centrocampo aveva fatto storcere il naso a molti ed infatti fino al momento del gol Joel si meritava tutti gli insulti che gli erano stati rivolti. Poi però indossa i vestiti del suo omonimo Obi-Wan Kenobi e con un tiro a fil di palo supera Diego Lopez e sconfigge le forze del male.

Flop
Kovacic – Mancini fa un favore al Milan mettendolo largo a sinistra. La posizione ne accorcia il raggio d’azione e lo limita nel gioco. Si accentra raramente e non incide mai rivelandosi in peggiore dei suoi.

Guida – l’Inter con lui non ha mai perso, e non perde nemmeno questa volta; ma questo non significa che ci sia particolare simpatia. Appena cominciata la partita Mexes stende Icardi al limite dell’area ma niente di fatto. Il contatto Muntari-Dodò è chiaramente da rosso, per lui non è nemmeno punizione. Altro rosso che manca è quello della zingarata a palla lontana di Rami sul bersagliato Dodò.

#adottauncugino – gli uffici stampa di Inter e Milan hanno lanciato questo hashtag per promuovere l’ironia e la sana competizione tra le tifoserie su twitter. Tutto bello. Se non stiamo parlando del derby; è vero, ognuno di noi ha un parente, un amico, una fidanzata o una moglie rossonera e credo che nessuno di questi quando incrocia la nostra strada venga preso a sprangate: ma il derby è derby. Noi siamo contro ogni forma di violenza, e non chiediamo altro di vedere un giorno gli stadi senza tornelli e senza barriere tra le tifoserie, ma l’avvocato Prisco si sarà rivoltato nella tomba, nel vedere morire sui social il clima derby. Amiamo il calcio e ci piace il calcio senza violenza: ma io non ho nessuno da adottare, perché “io non ho cugini”.

Off-topic
Mancini – “non ho la bacchetta magica” l’aveva detto, e penso che nessuno si aspettasse di più di quanto ha fatto in questa settimana. Non perde il derby, e questo gioca già a suo favore, inoltre ha il merito di ricompattare l’ambiente nerazzurro e di infondere rinnovata fiducia nei tifosi. Qualche errore c’è, indubbiamente; e sicuramente è poco ispirata la decisione di tenere così larghi e per così tanto tempo Kovacic e Palacio. C’è tanto da lavorare, a lui va il nostro più grande in bocca al lupo, con la speranza che si possa dimenticare presto il recente passato.

Non era una partita facile, non è stata una partita bella. L’Inter torna alla difesa a quattro dopo oltre un anno e mezzo, e ci vorrà un po’ per trovare la quadratura del cerchio. La giusta posizione di Kovacic, i compiti difensivi dei terzini, l’oggetto ancora misterioso Guarin, e l’attesa del miglior Hernanes sono solo alcuni dei problemi a cui dovrà badare il nuovo tecnico nerazzurro, in fretta però: domenica sera c’è la Roma.