Top & Flop di Lazio-Inter (1-2)

Lotito: “vendere Hernanes all’Inter per 20 milioni è stato un capolavoro” e stanotte questa frase avrà rimbombato nella testa del presidente della Lazio. Tutta la notte a vedere quella capriola, e a sognare, appena chiusi gli occhi, il secondo gol; quello si, capolavoro. La doppietta del Profeta regala il successo all’Inter: i biancocelesti, restano in 9 per le espulsioni di Mauricio e Marchetti, ma stavolta l’Inter evita i sensi di colpa della partita contro l’Udinese e chiude – anche se tardi e con difficoltà la partita.

Top
Hernanes – che partita ha fatto? Corre, lotta su tutti i palloni, si prende la responsabilità di tirare una punizione dal limite e la segna. Storie di capriole e lacrime, finte o vere che siano ci interessano poco. Lui gioca – bersagliato dai fischi – segna, e vince la partita quasi da solo, contro quella che un giorno era casa sua. Profè un te ne annà.

Kovacic – piccoli segnali. È il simbolo della discontinuità, ma quando gioca, gioca da re. Per un’ora quasi non si vede, ma poi gli spazi dovuti alla superiorità numerica accendono il genio della lampada e lui incanta. Avvia l’azione dell’1-2 poi rifinita da Palacio. Non lo so se sia giusto venderlo.

Candreva – segna il gol del vantaggio laziale, e forse quella è la cosa più facile che fa. Con la sua squadra in inferiorità numerica tiene in continua apprensione l’Inter, corre come un matto, ed esce solo quando ha bisogno del respiratore.

Flop
Icardi – l’Inter va sotto quasi subito, e lui tra un selfie e l’altro si gratta le natiche. Fa la solita partita di latitanza, ma stavolta non si fa trovare pronto all’appuntamento con il gol. Nel primo tempo riceve un pallone, ha tutto il tempo di prendersi un caffè, sistemare la sfera e spararla in curva; poi il rigore: Berisha appena sveglio si stiracchia proprio dove tira Maurito. Una giornata storta può capitare, e visto il risultato, non gliela faremo pesare nemmeno più di tanto.

Guarin – la cosa migliore della sua partita è la sostituzione, anche se il sostituto è Podolski.

Klose – uno che del calcio ha fatto la storia, ma non stavolta. Con l’uomo in meno, uno come lui dovrebbe tener palla per far salire la squadra, ma no. Sbaglia un gol fatto, e sul ribaltamento Marchetti atterra Icardi procurando il rigore.

Bene, il risultato era insperato, ma lascia l’Inter aggrappata al treno Europa – in realtà non cambia nulla viste le vittorie di Samp e Fiorentina davanti – ma sono tre punti importanti. Una parola sull’arbitraggio: giusti i due rossi, ed ineccepibile il rigore; come è stato giusto non concederne un altro sul mani di Biglia perché il braccio non fa movimento verso il pallone. Due chiamate sbagliate sui fuorigioco – che non c’erano – di Palacio prima, e di Candreva poi; resta il dubbio su una trattenuta in area ai danni di Icardi.

Sul primo gol Medel è in fuorigioco, anche se, dopo Juventus-Roma del 19 gennaio 2015, quando Bonucci segnò da fuori area, e Vidal era sulla traiettoria del pallone davanti al portiere, Messina si pronunciò così: “Noi immediatamente dopo la gara abbiamo inoltrato il filmato alla Fifa, che per noi e per la Federcalcio è il punto di riferimento assoluto, perché è l’organismo che poi determina le regole e l’interpretazione delle regole. Ci ha confermato che quel gol è un gol regolare” e continuò “perché quelle sono situazioni limite e se l’arbitro, o l’assistente, non hanno l’assoluta certezza che la situazione sia irregolare, hanno l’obbligo di convalidare o comunque restare giù con la bandiera e non segnalare il fuorigioco”. Per il designatore, “è molto difficile” avere la certezza che un giocatore sia esattamente davanti agli occhi del portiere quando parte il tiro.