Top & Flop di Juventus-Inter (1-1)

Alzi la mano chi alla vigilia si aspettava un risultato migliore di quello che è stato; e invece alla fine l’Inter può forse recriminare. Dopo un primo tempo sciagurato dove i nerazzurri giocano solo 10 minuti, nella ripresa si misurano più che alla pari con la vecchia befana bianconera e rischiano pure di vincerla.

Top
Handanovic – il primo tempo è un incubo: i bianconeri arrivano da tutte le parti, ma lui si scompone poco e tira fuori probabilmente la miglior prestazione individuale della stagione. Nella ripresa la Juve cala e lo impegna meno, ma per guadagnarsi comunque gli applausi neutralizza una punizione di Pirlo volando a un palo all’altro come fosse caricato a molla.

D’Ambrosio – spinge con buona continuità. A casa ha un birillo con sopra la faccia di Lichtsteiner – con il quale si allena a saltare l’uomo – che gli crea più problemi di quanto non faccia lo svizzero originale. Fa una parata di piede che evita il raddoppio di Vidal a portiere battuto.

Icardi – nel primo tempo si danna ma non vede il pallone nemmeno con il binocolo, tocca il primo al 64’ e lo mette in rete. Arriva corto sul filtrante di Podolski – che in verità era un po’ forte – e scatena la furia di Osvaldo per non avergli passato un pallone che probabilmente non gli avrei passato nemmeno io. Di mestiere fa l’attaccante, e Osvaldo non aveva più corsa perché Chiellini era lì ad un passo; ha tirato male, ma se poi avesse segnato?

Flop
Ranocchia/Juan – ma davvero questi due sono meglio di Vidic? Soffrono su ogni iniziativa dei bianconeri. Nessuna copertura, lanci sbagliati e protezione della palla inesistente. Nel secondo tempo per fortuna la Juve cala, ma loro, diffidati si fanno ammonire entrambi.

Kuzmanovic – competere con il centrocampo della Juve non è cosa facile, ma almeno provaci! Muscoli non ne ha, idee manco a parlarne; è veloce? No! Per fortuna ha un allenatore che lo toglie per Podolski.

Kovacic – nel primo tempo non c’è, nella ripresa cresce leggermente. Perde qualche pallone in più rispetto al suo standard e si carica all’inverosimile fino ad esplodere tutta la sua potenza su Lichtsteiner, mirando alle caviglie. Il rosso è sacrosanto.

Dopo 3 anni e mezzo l’Inter ha un allenatore. Il Mancio sbaglia la formazione iniziale, ma azzecca tutti i cambi. Non è colpa sua se Hernanes e Guarin senza il pallone tra i piedi non sanno fare i centrocampisti, o se Ranocchia e Kovacic non hanno digerito il cotechino. Nella ripresa la squadra ha dato segnali importanti, anche in difesa dove il segnale dice che serve comprare un difensore.