Top & Flop di Inter-Torino (0-1)

È andata così, ed è inutile far piovere critiche; perché è il calcio che è così: novantatre minuti di catenaccio vecchio stile e il jolly all’ultimo minuto di recupero del secondo tempo. L’Inter ha avuto in mano il pallino del gioco per tutto il match, ma non è riuscita a sfondare il muro granata che Ventura ha giustamente eretto a protezione della porta. Certo manca un po’ di concretezza, e “i magnifici quattro” non sono stati poi così magnifici, ma i nerazzurri non meritavano certo di perdere.

Top
Vidic – il Toro non attacca, quindi c’è poco da gestire dietro. Guida la difesa, imposta la manovra offensiva. Ha cento occhi sulle palle inattive, non va mai in affanno e rischia, ancora una volta di trovare il gol nel finale.

Donkor – classe 1995, entra in piena emergenza in un ruolo che non è il suo. Tanta corsa e doti atletiche da vendere. Porta buoni spunti, qualche discesa sulla fascia e talvolta timide conclusioni a rete.

Maxi Lopez – in realtà non combina molto, ma protegge bene il pallone permettendo al Torino di mettere il naso fuori dalla propria area. Si prende la sua piccola rivincita al 94’ sovrastando Icardi e spizzando quel pallone che poi Moretti spingerà in rete. Non desiderare la donna d’altri.

Flop
Kovacic – la mancanza di spazi lo opprime costringendolo ad una delle peggiori prestazioni stagionali. Non illumina la manovra e si rende protagonista di errori anche banali.

Obi – Mancini lo schiera come terzino sinistro preferendolo a Dodò – penso che il Mancio preferirebbe anche me a Dodò – il nigeriano va subito in difficoltà, non riesce a fare le due fasi e sbaglia molti appoggi. I cross non sono il suo forte, le bestemmie del tecnico ne sono la prova. Mette la parola fine alla partita perdendo la marcatura su Moretti in occasione del gol.

Irrati – la partita era facile, ma dove può lui sbaglia. Avaro di cartellini ne sventola uno giallo a D’Ambrosio, ma non vede il fallo di Gazzi su Donkor che poteva essere da rosso.

I centrali difensivi nerazzurri giocano sulla trequarti avversaria, il Toro non riesce a venir quasi mai fuori dalla propria metà campo; ma il possesso palla dell’Inter è sterile e privo di velocità; “questo è il calcio” ha detto Mancini, ma il Torino dopo 21 anni è venuto a casa nostra a compiere l’impresa.