Top & Flop di Inter-Lazio (2-2)

L’ennesima Inter di Mancini – ormai non so più quanti moduli ha cambiato – è un totale fallimento. Contro la Lazio si parte con Nagatomo ala, e Dodò che fa il terzino, l’esperimento dura circa 8 minuti; ma l’Inter rimane scossa per tutto il primo tempo, e fino all’ingresso di Medel volano talmente tante bestemmie che Dio ha denunciato i tifosi nerazzurri per stalking. Il secondo tempo è un’altra storia, la reazione rabbiosa dell’Inter schiaccia la Lazio che nella ripresa non porterà più pericoli alla porta di Handanovic.

Top
Medel – titolare fisso in questa prima parte della stagione, viene escluso all’inizio, ma il Mancio se ne pente subito. Con lui in campo l’Inter ritrova la solidità a centrocampo e ristabilisce la parità numerica. La sua presenza rassicura anche la difesa.

Bonazzoli – dal suo piede parte l’azione del gol di Palacio. Ha pochi palloni giocabili, ma dà freschezza e corsa. Ha 17 anni; è il futuro, senza dubbio.

Kovacic – è un faro nella notte. Nel primo tempo si nasconde un po’, limitandosi a qualche verticalizzazione e poco più; nella ripresa trascina i compagni e segna un gol che se l’avesse segnato Pogba certi giornalisti gli avrebbero dato il pallone d’oro fino al 2020. Fenomeno.

Flop
Guarin – la speranza è che ogni 100 passaggi sbagliati gliene regalino uno giusto. Si intestardisce a portare palla e appena arriva ai 30 metri attenta alla vita dei tifosi in curva. Quando esce San Siro non gli fa carezze.

Ranocchia – è sempre fuori posizione; ai nastri di partenza Felipe Anderson lo brucia, e sul secondo gol perde il duello aereo a centrocampo che fa partire il contropiede. Nel secondo tempo la Lazio punge poco e lui fa una figura leggermente più adeguata.

Dodò – terzino o ala, per lui non fa differenza: è una pippa. Non sa difendere, non sa crossare, non salta l’uomo e sbaglia anche i passaggi più semplici. Gioca 44 ignobili minuti.

Nel secondo tempo l’Inter domina la gara e vince ai punti, per possesso palla, tiri in porta e intensità di gioco. Il pareggio scontenta tutti perché un punto non serviva a nessuno, ma almeno rende meno amaro il natale ai tifosi nerazzurri. Mancini fa mea culpa per il modulo sbagliato all’inizio – che compromette la partita – ma può sorridere per la reazione che questi stessi uomini con Mazzarri non avrebbero mai avuto. Ora c’è la sosta, il tempo ed il mercato potranno essere preziosi alleati. Ad aspettarci al varco c’è la Juve.