Top & Flop di Inter-Cesena (1-1)

Oggi sembra tutto più chiaro, è il caso di abbandonare ogni ambizione e delineare l’unico possibile obiettivo stagionale: fare il meglio possibile per organizzarsi per il prossimo anno. Forse la mia visione è un po’ disfattista, in fondo, nel secondo tempo l’Inter ha giocato bene; i movimenti da grande squadra c’erano tutti, e le occasioni non sono mancate. Ma alla fine contano i numeri, primo tempo con zero tiri in porta e pareggio contro la penultima in classifica che ha il sapore di una sconfitta. Inutile cercare alibi per la sfortuna o per la pessima serata dell’arbitro, la squadra ha grossi limiti, che più che tecnici sono di personalità.

Top
Palacio – solito lavoro di costruzione e copertura, ma da un po’ è tornato anche a segnare. Anche ieri timbra il cartellino pescato splendidamente da Icardi. Sono sei i gol nelle ultime sette partite. È in costante crescita, meglio tardi che mai.

Icardi – l’assistente e le sue cataratte gli annullano un bellissimo gol in rovesciata, si dice in giro per fuorigioco. Bello l’assist per il gol di Palacio. È in ottima forma, si sposta sulla linea d’attacco e assolve anche i compiti di copertura. Spera nella remissione dei peccati quando inverte una decisione dell’arbitro che aveva assegnato un corner all’Inter.

Defrel – ogni volta che fa “buu!!” Andreolli e Ranocchia vanno a nascondersi. È un costante pericolo per l’Inter. Sul gol del vantaggio del Cesena, scatta, sorprende Ranocchia e ha il tempo di dire a D’Ambrosio che la diagonale difensiva non si fa così; sulla palombella Handanovic non può nulla.

Flop
Kuzmanovic – non copre, non propone, si inserisce poco; più o meno in media con il resto del centrocampo nerazzurro, ma lui ha il demerito di sciupare un rigore in movimento. Quando esce, l’Inter alza il ritmo, nonostante al suo posto sia entrato quel “fulmine di guerra” di Podolski.

Mancini – il quarto segreto di Fatima sarà la risposta alla domanda: “perché Kuzmanovic e non Brozovic?”. Considerando che Marcelo non è in lista UEFA, davvero non sappiamo darci una spiegazione. Comunque Mancio, spende tutta la riserva giornaliera di fosforo giocando a Sudoku, e regala il primo tempo al Cesena. L’infortunio a Shaqiri e il funerale di Dodò – ennesimo problema al ginocchio per lui – gli complicano – se è possibile – ancora di più le cose. Mette Kovacic ancora a ridosso delle punte, e poi gli ricorda continuamente che lui quel ruolo non lo sa fare.

Gervasoni – ne avesse presa una. Risparmia il giallo a Capelli (al nono minuto) e a Mudingayi (al 20’) e invece ammonisce Defrel al 26’ che passava lì per caso. Al secondo della ripresa in associazione a delinquere con l’assistente Iori, annulla a Icardi uno dei gol più belli della sua carriera. Manca un rigore all’Inter per una spinta netta di Mudingayi su Dodò, e uno al Cesena per il premestruo di Ranocchia che atterra inspiegabilmente Carbonero. Una giusta la fa l’altro assistente Dobosz che ferma Rodriguez in offside nel finale.

Le ambizioni da grande squadra si spengono sul palo colpito da Podolski. Il pareggio vale davvero poco, con il Napoli ed il Genoa fermate nei rispettivi incontri, l’Inter butta al vento una possibilità concreta di guadagnare punti fondamentali. Ora testa al Wolfsburg, per tentare una rimonta che sembra quasi impossibile, e probabilmente senza Shaqiri.