Top & Flop di Hellas Verona-Inter (0-3)

Forse gli allenamenti la mattina di Pasqua sono serviti a qualcosa, forse le parole di Mancini dopo il Parma, o forse le sorprese trovate nelle uova di cioccolato consegnate ad alcuni calciatori dall’inviato del programma “le iene” – immagino che abbiate visto tutti la sorpresa: gli “attributi” che mancavano – fatto sta che sorpresa o no, gli attributi ieri li hanno tirati fuori.

Top
Handanovic – la partita è tutto sommato tranquilla, praticamente è inoperoso fino al tiro al volo di Obbadi e alla deviazione di Juanito Gomez; poi para l’ennesimo rigore, ancora una volta a Toni, come all’andata. Forse lascerà l’Inter a fine stagione, ma i nerazzurri non possono prescindere da questi campioni, quindi se addio dovrà essere chi lo porterà via, dovrà presentarsi a Thohir con la borsa molto piena.

D’Ambrosio – corre come un matto. Ottimo in fase offensiva, attento quando deve coprire. Nell’occasione dell’1-0 si prende i fischi per non essersi fermato dopo aver messo a sedere Tachtsidis – non si è mai visto che si fermi il gioco perché un avversario scivola senza farsi nemmeno male – non si possono contare le volte che arriva sul fondo, peccato non sappia crossare, sarebbe il terzino perfetto.

Palacio – la valanga di critiche e appellativi della prima parte della stagione – quando giocava con una gamba sola – sono spazzate via da 10 partite a questa parte dove Rodrigo in modo sempre più incisivo, ricorda a tutti che sa ancora fare il suo mestiere. Velocità, movimenti continui, intesa perfetta con Icardi, gol e assist. Trenza is back!

Flop
Brozovic – sembra dissociato. Nella serata in cui tutti danno il massimo, lui si ferma al bar. Un passo dietro agli altri si prende l’ammonizione che gli farà saltare il derby.

Toni – l’attaccante forse più in forma del campionato, non ne prende nemmeno una. Ranocchia lo segue fino a casa, dove Luca marcato stretto non riesce nemmeno a mettere le chiavi nella toppa. Si fa parare un rigore da Handa, un altro, come all’andata.

Tagliavento – come al solito fa danni; ma anche stavolta, come spesso accade, l’Inter vince nonostante questo arbitro faccia di tutto per danneggiarla. Pronti via al 3’ l’Inter chiede un rigore per un fallo – netto – su Guarin; il fallo comincia fuori area, ma l’arbitro non concede la punizione. Giusto il cartellino giallo a Brozovic, ma il Guaro la mano non può tagliarsela, entrambi salteranno il derby. Al minuto 77 si inventa un rigore per un’occhiataccia di Vidic a Greco: assurdo.

È tardi, ormai per qualunque sogno di gloria. Ma questa vittoria bella, giusta e meritata, lascia l’amarezza e il dubbio che l’Inter possa giocare a buoni livelli anche con la rosa attuale. Considerando che mancavano gli importanti innesti di gennaio Shaqiri e Santon e che il Verona non è una squadra morbida, che Toni è in formissima e che il Bentegodi è un campo difficile dove molti hanno trovato difficoltà; allora crescono i rimpianti. Ora testa al derby, che indipendentemente dalla classifica è una partita che vale più di tre punti.