Top & Flop di Atalanta-Inter (1-4)

Sette anni; Atalanta-Inter era diventata quasi un incubo, e invece come d’incanto si sfata il tabù, e arriva la seconda, netta, meritata e pesante vittoria consecutiva. L’Inter orfana di Icardi e con Kovacic in panca si impone sulla Dea, e dopo un primo tempo frizzante ma equilibrato, la schiaccia sotto i muscoli del Guaro.

Top
Guarin – e chi se non lui? Una specie di inaspettata trasformazione lo porta ad essere l’eroe di giornata. Si procura il rigore poi trasformato da Shaqiri, mette in rete due perle da fuori area e manda due volte Palacio in porta – la prima occasione sarà sprecata tragicamente dal Trenza – insomma fa più oggi che in tutto il resto di questo campionato.

Medel – solidità ed equilibrio. È il perno del centrocampo nerazzurro, dai suoi piedi parte la maggior parte delle azioni di impostazione e para un tiro di Cigarini al 42’. Se fosse un cartone animato sarebbe il cane che morde il postino: chiedete a Pinilla.

Mancini – ci vuol coraggio a tenere fuori uno come Kovacic, ma il Mancio sa fare il suo mestiere e centellina le forze in vista della partita di Europa League. L’impressione è che da quando è arrivato lui, sia arrivato anche un altro Guarin. Continuate pure a fare il confronto della media punti con Mazzarri: questa che vedete oggi, è una fenice risorta dalle ceneri.

Flop
Podolski – parte titolare al posto del febbricitante Icardi, ma nessuno lo avvisa; allora lui rimane buono sulla fascia come se stesse facendo riscaldamento. Quando esce Palacio e gli dicono di piazzarsi al centro dell’attacco, lui non ne capisce il motivo. A quel punto il ritmo della partita è più basso, e quindi lui sembra più veloce; ma è solo un’impressione.

Pinilla – salva un gol a porta vuota – la porta dell’Inter – togliendo il pallone dalla linea su un cross di Zappacosta. Qualcuno lo avvisi che l’Inter, poi alla fine, non lo ha comprato.

Benalouane – è il prodotto dell’atteggiamento intimidatorio dell’ambiente atalantino. Il rigore dopo 50 secondi era nettissimo, ma in campo e fuori sono cominciate una serie di sceneggiate che dopo una sacrosanta ammonizione hanno portato il calciatore francese faccia a faccia con il direttore di gara che gli ha mostrato il rosso.

Ce n’era anche per Ranocchia, ma oggi i danni che ha fatto, soprattutto nel primo tempo, non pesano; quindi speriamo che passi una buona serata. L’Inter sta crescendo, e non si vede solo dai risultati, ma dalla sicurezza del pressing alto e dalla naturalezza con cui alcuni – vedi Brozovic e Shaqiri – gestiscono il pallone. La strada è lunga, ma sembra quella giusta.