Top & Flop di Chievo-Inter (2-0)

Avevo quasi deciso di non scrivere niente oggi; di far finta che non fosse successo nulla, e che il campionato dovesse cominciare la settimana prossima. Ma no, perché anche se non avrei voluto cominciare così, e non so cosa mettere nei top, due cose ve le devo dire:

Top
Banega:
 niente di speciale, o almeno speriamo che non sia tutto qui. L’unico a cercare di proporre qualcosa che somigli ad una manovra d’attacco. In una serata dove la squadra fa girare il pallone solo in orizzontale, se avete visto un passaggio in verticale lo ha fatto lui. Esce perché aveva un provino per la prossima stagione di Narcos, è l’Inter scompare.

Eder: io non mi aspettavo di vederlo in campo nemmeno 10 minuti quest’anno; ma fa l’unico tiro in porta della serata.

Birsa: chi diavolo è? Gioca nel Chievo. Ieri ha fatto 2 gol il secondo splendido.

Flop
Ranocchia: 
non ve lo aspettavate eh? La prima vittima dell’ubriacante calcio totale olandese. Dopo 4 minuti liscia il primo pallone della serata per testare le coronarie di chi dopo tanta attesa si è recato allo stadio o si è messo davanti alla TV. È emotivamente troppo fragile. Mi dispiace sinceramente: ma è inadeguato.

Medel: non è nemmeno colpa sua. Gioca praticamente da libero davanti a Ranocchia, ha difficoltà ad impostare, lo sapevamo, ma così la manovra dell’Inter è lenta e prevedibile. La sua posizione scolla i reparti, e quando il Chievo passa il centrocampo lui avanza lasciando una prateria per l’inserimento dei centrocampisti gialloblù.

De Boer – che gli volete dire a questo? È arrivato 10 giorni fa e tutti: “è olandese fa solo il 433” ma lui furbo, ha trovato gli appunti di un certo Walter Mazzarri e ha stupito tutti con un 352. Da apprezzare la perseveranza nel non cambiare modulo fino alla fine. La difesa a 3 con D’Ambrosio terzo a destra. Nagatomo sulla linea dei centrocampisti come Candreva che però poteva spingere in un centrocampo diagonale. Nessuno gli ha detto che il Chievo in casa è forse la partita più difficile dell’anno. Buona fortuna Frank.

Uno vuole il ritocco dell’ingaggio, uno vuole giocare la Champions, a quell’altro non piacciono le lenzuola. È colpa di Mazzarri, è colpa di Mancini, la tournè, il caldo, la preparazione, Romeo e Giulietta. La verità è che nessuno lì in mezzo è così scarso da fare una partita così di merda; quindi mannaggia il cazzo prima di avanzare pretese, cominciate a buttare il sangue in mezzo al campo; poi si può pure perdere. Scusate. Forza Inter.