Tifosi dell’Inter contro i napoletani: è “discriminazione territoriale”, rischio porte chiuse contro la Roma

Non contenti della quasi certa chiusura della Curva Nord del Meazza dopo i ‘buu’ razzisti rivolti a Pogba ed Asamoah, i tifosi dell’Inter si sono ripetuti al Maipei Stadium, stavolta inneggiando cori ingiuriosi nei confronti dei napoletani. Una recidività che rischiano di pagare caro.

Gli ultras nerazzurri sono stati infatti inchiodati dall’articolo 11 dellle norme federali, che mette sulla stessa linea la discriminazione razziale e quella territoriale. Dunque dopo la stangata post Juventus, ne arriverà quasi certamente un’altra e stavolta non sarà soltanto la Curva Nord a rimanere chiusa, ma tutto lo stadio per la super sfida di sabato 5 ottobre contro la Roma.

Sull’argomento si è espresso il senatore del Pdl Antonio Gentile, che confida nella rigidità dell’articolo 11: “I tifosi dell’Inter – dichiara – continuano a chiamare i napoletani “colerosi e terremotati che col sapone non si sono mai lavati”, dopo avere avuto la curva chiusa per razzismo: mi chiedo come possa fare una arbitro di Nola, Russo, a non sospendere la partita in corso”.

Oggi o domani dovrebbe essere discusso il ricorso dell’Inter in merito ai ‘buu’ razzisti, ma è alquanto improbabile che la Corte Federale cambi idea. La Nord contro la Fiorentina resterà chiusa. E adesso il senatore Gentile vuole la stangata completa: “Su questa cosa non mi fermerò – aggiunge in una nota – e se Abete e Beretta non vedono e non sentono vedremo che ne penserà il ministro Alfano”.

“È una vergogna che le partite non vengano sospese in caso di cori come questo, tollerati in un modo indecente da Lega e Figc – conclude Gentile – , due istituzioni in mano al potere torino-milanese del calcio”. L’Uefa ha chiesto ed ottenuto l’inasprimento dell’articolo 11 in merito alle discriminazioni territoriali, che a questo punto non possono essere considerate diverse da quelle razziali.

Fonte: goal.com