Thohir: “Voglio la Champions del 2016”

Erick Thohir ha appena rilevato la quota di maggioranza dell’Inter, ma per il futuro del club nerazzurro. Ospite della trasmissione di Fabio Fazio, ‘Che Tempo Che Fa’, su ‘Rai Tre’, ha così illustrato il progetto che ha in mente per la squadra milanese.

“E’ importante – ha sottolineato – che ci prepariamo alla Champions del 2016. La finale sarà a Milano, e noi dovremmo farci trovare pronti. Non dico che la vinceremo, ma che con la preparazione riusciremo a tornare a giocare la Champions molto presto. Quando arriverà il primo Scudetto? Lasciamo che sia Dio a decidere”.

“Negli ultimi 6-7 anni, – ha sottolineato l’indonesiano – sono cambiati i modelli di gestione del calcio. Ormai ci sono tante squadre acquisite da uomini americani, specie in Premier League. Loro sono lungimiranti, le loro squadre si espandono, l’Inter deve seguire un modello per il futuro. Una delle cose più forti che abbiamo ora è la voglia di vincere, dobbiamo vincere. E dobbiamo entusiasmare in campo. Ci vuole un buon modello di business, a prescindere da quanto si investe. Per questo è importante questo sistema da creare tra chi gestisce, chi spende, i manager e gli altri”.

Molti tifosi si aspettano dall’imprenditore indonesiano investimenti importanti sul calciomercato, e il diretto interessato precisa: “Ci sono molte voci su più giocatori, ma costruiremo un sistema. Credo non sia semplicemente prendere una decisione così, a caso, su un giocatore da comprare. Dobbiamo parlare insieme, tra la proprietà, l’allenatore e anche i giocatori. Si sceglie chi va meglio per l’Inter, non chi sia il migliore per me o qualcun altro. L’obiettivo è rendere felice i tifosi”.

Non manca una battuta sul presidente del Milan Silvio Berlusconi: “Io simile a lui? Non so se lui sappia che il mio giornale si chiama Republika, – ha scherzato – ma io in ogni caso non intendo presentarmi come politico in Indonesia. La maggior parte delle mie attività vengono dalla mia passione. Sono appassionato di media, di sport, di Inter”.

Thohir ha quindi ripercorso le tappe della trattativa con Massimo Moratti. “L’ho incontrato la prima volta cinque o sei mesi fa. Ero tifoso dell’Inter e mi sono emozionato, ovviamente. Era una situazione non comune. Però parlo con il cuore in mano: la prima volta che l’ho incontrato, gli ho detto: ‘Signor Moratti, sono qui non per sostituirla. Ma per creare uno spirito di squadra insieme per sostenere la squadra dell’Inter’ “.

“Non riuscirò mai a fare quel che ha fatto lei in 18 anni; – ha aggiunto – ma tutti insieme dobbiamo fare in modo che ci siano risultati regolari nel  tempo perché io ho molto fiducia. L’Inter dovrà essere ricordata nel mondo tra dieci anni’. Io e Moratti crediamo di poter costruire un’Inter più forte, la concorrenza comunque c’è”.

Quanto al tecnico Walter Mazzarri, Thohir è soddisfatto del lavoro che sta svolgendo: “Credo sempre che se uno vuole farcela nella vita, deve sempre lavorare insieme ad altri molto duro, avendo chiaro un obiettivo. – ha spiegato – Vedo queste cose in Mazzarri. Devo ringraziare Moratti che lo ha scelto, credo che abbiamo le cose fondamentali a posto per i prossimi due o tre anni”.

Quindi sull’impatto con la squadra: “Ho incontrato i giocatori insieme a Mazzarri. – ha detto – Incontrare tutte queste star di cui ero tifoso è stato sorprendente, però alla fine ho dovuto capirli come presidente. Dev’esserci regolarità nella squadra, dobbiamo essere sostenuti, i ragazzi devono dare il meglio. Ho detto loro: ‘Chi vince qualsiasi partita è chi gioca con il cuore’.

La passione per la squadra nerazzurra è nata da giovane. “Da piccolo, – ha raccontato Thohir – io e i miei amici volevamo giocare in Serie A. Per questo io e alcuni miei amici siamo diventati tifosissimi dell’Inter. Erano gli anni ’80, quando l’Inter aveva i tre tedeschi. Poi abbiamo continuato a seguire la Serie A, leggevamo articoli e guardavamo partite. Certo, ci sono tanti competitor in altri campionati ma noi dell’Italia possiamo essere tra i migliori al mondo, ne sono convinto”.

Su come cambierà la sua vita da presidente dell’Inter, Thohir ha dichiarato: “Voglio avere la passione per farcela. Non ci sarò per ogni partita, ma guarderò sempre l’Inter a distanza. Anche alzandomi alle 2.45 del mattino, fa parte del mio impegno. Comunque ci sarò quando potrò, dal 28 al 2 dicembre tornerò a Milano”.

Chiosa finale sul perché suo fratello si chiama Garibaldi: “E’ stata una decisione di mio padre, ha voluto chiamare Garibaldi mio fratello perché era convinto che un eroe italiano gli portasse fortuna. – ha chiarito – Io mi chiamo Erick dal nome di Erick il vichingo”.

Fonte: goal.com