Thohir spegne i sogni: “Non ci possiamo permettere top player”

Erick ThohirGuerra fredda, guerra aperta, tafferugli. Si è scritto di luna di miele scomparsa. Tra Massimo Moratti ed Erick Thohir, invece, c’è ancora sintonia. Il presidente indonesiano dell’Inter ha voluto mettere a tacere la presunta, forte, lite tra i due in seguito alle dichiarazioni sui conti nerazzurri.

Thohir aveva evidenziato di dover risanare i conti dell’Inter, Moratti era andato su tutte le furie chiedendo il perchè di tale affermazioni, pronto a giurare nella regolarità degli affari nerazzurri. Poi la correzione del tiro da parte dell’ex presidente e dunque quella dell’attuale. Telenovela.

“Parliamo spesso, lo consulto su tante questioni, ho bisogno dei suoi input. Il nostro rapporto è ottimo e importante” evidenzia Thohir a proposito di Moratti, sentito dalla ‘Gazzetta dello Sport’. “Lui è più sentimentale, io più razionale perché ancora meno coinvolto. Non siamo sempre d’accordo su tutto, siamo diversi per radici e cultura, ma assieme troviamo soluzioni”.

Thohir ha fiducia nell’intero movimento italiano: “In cinque anni la Serie A tornerà su grandi livelli. C’è una nuova generazione di presidenti, Agnelli e Berlusconi e di investitori, come me e Pallotta, e questo aumenterà la competitività. Stiamo aiutando a far aprire gli occhi agli altri, ad allargarci verso nuovi mercati: la Cina può avere molti, molti più tifosi del calcio italiano rispetto a quelli che ci sono in Italia. Bisogna lavorarci su. E poi, naturalmente, lo stadio, la Juve è davanti a tutti. Lo stadio è fondamentale”.

Al suo arrivo italiano, Thohir aveva stupito con gli apprezzamenti verso Ventola, ora svela i suoi modelli per l’Inter: Davids e Gattuso, lottatori, a centrocampo. Samuel, Cordoba e Chivu in difesa. In attacco ci sono quelli potenti come Vieri, quelli veloci come Ronaldo, quelli d’area come Rossi. Nel presente? Premesso che oggi non possiamo permetterci top player, ma domani spero di sì, gente come Busquets, Luiz Gustavo e Dzeko mi piace”.

Chi arriverà in estate sarà allenato da Walter Mazzarri: “Cambiare giocatori e allenatore non sempre è garanzia di risultati. Per costruire una grande squadra occorrono almeno due anni, com’è stato per Borussia Dortmund e Atletico Madrid. Squadra e tecnico devono stare assieme a lungo. Walter lavora duro, giorno e notte. Pensa sempre a un percorso di crescita con i giocatori. Anche a Napoli è stato così, ma ha avuto quattro anni per farlo. La nostra Inter è messa bene in campo, che le posizioni dei giocatori sono giuste, ma che segna poco e manca di velocità in contropiede. Dovremo lavorare su questo”.

Niente top player, solo innesti che rispettino le normative UEFA: “Sono le regole. Abbiamo cominciato a farlo, per esempio, con D’Ambrosio: bravo, giovane, italiano. Poi Vidic, forte, viene dal Manchester e quindi ha grande esperienza, sarà utile anche per il marketing. Ma niente voci di mercato: soltanto annunci ufficiali, quando una cosa è fatta, come per Hernanes. Fair play finanziario? Preferisco il modello statunitense”.

Thohir ha le stelle e strisce come esempio: “Più facile seguire lo sport lì. La struttura è diversa, il modello è il franchising, il presidente di un club è anche presidente della Lega. So che il sistema senza promozioni e retrocessioni in Europa non va bene, però vede quante Leghe funzionano negli Usa? Basket, hockey, football, baseball, calcio. E in Italia? Una. E in Inghilterra? Solo la Premier. C’è da pensare”. Tutti i protagonisti oltre Serie A italiana e inglese avranno sicuramente da ridire.

Le idee le ha esposte, tra presente e futuro. Un guastatore del centrocampo e nessun top player, la fiducia a condizioni per Mazzarri, il rapporto d’amore e confronto con Moratti. Thohir, presidente dell’Inter, è questo.

Fonte: goal.com