Thohir riparte da Leonardo, poltrona a rischio per Branca.

Il primo regalo in arrivo dall’Indonesia per l’Inter potrebbe avere l’etichetta brasiliana. L’obiettivo di Thohir per la dirigenza nerazzurra infatti è Leonardo. L’ex ds del Psg, dimessosi dalla carica lo scorso agosto dopo la squalifica fino al 30 giugno 2014 per una spallata ad un arbitro, sembra essere l’uomo perfetto per guidare le scelte della nuova società nella prima fase. Una situazione simile a quella capitata nel 2011 allo stesso Leo Parigi: una nuova proprietà che si stava inserendo e che di calcio ne capiva poco si è affidata in tutto e per tutto al brasiliano. Una mossa che al Psg è servita (anche perché i capitali non mancavano), visto che i parigini con Ancelotti in panchina hanno riconquistato il titolo dopo quasi 20 anni. All’Inter i soldi sarebbero sicuramente meno, ma le capacità da dirigente di Leo non sono state mai messe in dubbio, visto quanto di buono fatto anche ai tempi del Milan (portò KakàPato e Thiago Silva in rossonero). Una figura del genere servirebbe ai nerazzurri perché, nonostante si parli di uomini di fiducia di Thohir, c’è qualche dubbio sulla loro effettiva capacità di gestire un così importante club dal punto di vista delle decisioni sulla squadra.

È vero, il magnate indonesiano porterà con sé qualcuno dal Dc United, la sua squadra statunitense, così come è vero che la famiglia Bakrie (i nuovi investitori alle spalle di Thohir) ha già buona esperienza nel calcio, visto che possiede tre squadre (il Deportivo Indonesia, il Brisbane Roar e i belgi del Visè, che militano nella seconda serie), ma tutto ciò difficilmente basterà. Anche perché una cosa è acquistare giocatori in Indonesia, trattare con i Raiola di turno è tutt’altra e l’Inter non si vuole far trovare impreparata. Per questo Leonardo è l’uomo giusto, senza dimenticare la sua volontà di rimanere a Milano, essendosi appena sposato con la giornalista di Sky Anna Billò. Proprio negli studi della tv satellitare solo 10 giorni fa il brasiliano non aveva chiuso alla possibilità di un suo ritorno in nerazzurro, anzi: «Con Thohir non ho mai parlato», le sue parole, «con lui non ho avuto nessun contatto, con Moratti invece sì. All’Inter sono stati sei mesi rimasti un po’ a metà, è stato un po’ come al Psg quando ci ho giocato, è rimasta la voglia di far qualcosa di più». E visto che l’attuale patron non lascerà ancora la società, è chiaro come una buona parola a Thohir l’abbia detta. Ma a meno di improvvise accelerate non sarà rivoluzione già in autunno. Almeno fino alla prossima estate il quadro dirigenziale nerazzurro rimarrà a grandi linee questo, senza troppi sconvolgimenti visto che la stagione è già iniziata.

Le grandi manovre sul mercato (magari un pensierino a Verratti) potrebbero quindi partire nel giugno prossimo, a campionato concluso. A rischiare la poltrona è in primis Marco Branca, ultimamente spesso criticato (a volte eccessivamente) per il lavoro sul mercato. In bilico anche il ds Ausilio, che però potrebbe rimanere visto che la convivenza con Leonardo non sarebbe impossibile. C’è però anche un dubbio per la vicepresidenza: la scrivania sarebbe già pronta per accogliere, il primo giorno dopo il ritiro, Javier Zanetti.

All’interno del suo ultimo contratto firmato lo scorso giugno infatti ci sarebbe una clausola di rinnovo proprio in qualità di vicepresidente. Ma tutto è stato pensato prima dell’arrivo di Thohir: nella testa del magnate indonesiano il ruolo potrebbe essere già occupato. Ma non è detto: Zanetti infatti potrebbe rappresentare il tramite ideale tra vecchia e nuova società sia nel club che per i tifosi, ricoprendo un po’il ruolo che ebbe Giacinto FacchettiZanettiLeonardo, la prima pietra (insieme con Mazzarri) su cui posare la nuova Inter.

Fonte: Fcinter1908.it