Thohir porta lo show al Meazza

Addio ZanettiUn fine settimana da ricordare per l’Inter, arriva il quinto posto matematico e, soprattutto, dice addio al suo popolo (anche se solo calcisiticamente parlando) Javier Zanetti. Più che un capitano, una leggenda vivente. Il sabato sera con la Lazio, senza girarci intorno, sarà ricordato nella storia dell’Inter come la fine di un’era, come succede quando se ne vanno, o sono sul punto di farlo, giocatori come Javier, ma anche Samuel e Milito (con il timore che Cambiasso possa seguirli). Gente che ha scritto la storia recente del club, giù il capello. Una festa perfetta quella del numero 4, prima in campo poi a fine partita, quando con le sue parole ha commosso l’intero stadio (anche se più di una lacrima era già stata versata durante il match, durante una delle sue inimitabili sgroppate). Premesso che una festa la sarebbe stata anche se il capitano avesse solo messo piede in campo, l’Inter ha fatto in modo di creare un’atmosfera perfetta e uno spettacolo all’altezza dell’uomo prima, del calciatore poi, che stava salutando il suo pubblico.

E così inizia un’era nuova, ma senza traumi, con la riconquista dell’Europa, anche se quella di seconda fascia. Obiettivo minimo, sì, ma tutto da sudare. Con oggettività: la sufficienza piena, un trampolino basilare per chi vuole tornare ad avere un nome anche fuori dall’Italia (alla faccia di chi l’Europa League la vorrebbe evitare per giocare una sola volta alla settimana). Un passo verso la modernizzazione e la globalizzazione, come vuole Thohir. Già, perché la sua “nuova era” si inizia a toccare con mano. Se i cambi in dirigenza, a livello prettamente manageriale, possono interessare fino a un certo punto il tifoso, sabato si è visto uno sprazzo di futuro, di quello che ha in mente il tycoon per affiancare il club nerazzurro ai competitor europei. Come? Partendo dalla base, dallo spettacolo, quindi dallo stadio. Non si tratta solo dei lavori di modernizzazione su San Siro (arriveranno), ma sul concetto di show stile USA che è stato inaugurato nella sfida con la Lazio. Stand fuori dallo stadio, interattività coi supporter. Poi parte il riscaldamento con musica rock a palla. Siamo al Madison Square Garden? No, al Meazza, il solito Meazza, con altoparlanti stile concerto e una grafica completamente nuova ai monitor dello stadio. Tutto per rendere il pubblico più partecipe, per fare davvero della partita uno spettacolo. Il contorno non è più lasciato lì, come semplice attesa del match. Un piccolo grande passo, di discontinuità. Mai successo all’Inter, un concetto innovativo in Italia, non all’estero. Quello è l’obiettivo.

Se è vero che l’ultima grande festa di Zanetti è stata il traino ideale per questo esperimento, dalla dirigenza fanno sapere che si trattava solo di un assaggio. L’anno prossimo si ripartirà da qui, da questo show, ogni settimana. Prima sugli spalti e poi in campo, con una squadra nuova e sfrontata, come quella che ha messo alle strette i biancocelesti per buona parte del match. Perché se serve riportare il tifoso allo stadio, ed è fondamentale, si deve dare anche un servizio in cambio.

L’addio di JZ4, la fine di un’era, già emozionante di suo, si trasforma così nel ponte sul futuro. Tempo quindi di buttare via i fazzoletti, ma senza scordare il passato. Thohir regala un nuovo show stile Nba agli interisti, pronti a vedere un’Inter più rock, con nuovi giovani già padroni della scena e decisi a non accontentarsi di un quinto posto, l’obiettivo minimo. Basti chiedere a Mateo Kovacic…

Fonte: fcinternews.it