Thohir: ”Il FPF è giusto, l’Inter si sta adeguando. I top-player? Bisogna che ci sia pazienza. Stadio e giovani…”

ThohirDopo gli stralci di ieri, ecco le dichiarazioni rese da Erick Thohir al quotidiano indonesiano TopSkor. Un’intervista lunghissima, che affronta svariati temi in chiave Inter.

Thohir, ci parli del Fair-Play Finanziario. Lo condivide come politica?
”Naturalmente sono molto favorevole al FPF, perché in questo modo i club saranno più sani e più responsabili. Spesso è accaduto che un presidente abbia abbandonato un club per noi dopo averlo gestito come un hobby. Sulle sanzioni, poi, deciderà l’Uefa: spetta a loro e a nessun altro. So delle polemiche circa le multe che per alcuni sono poco incisive, ma resto convinto della bontà del progetto di Michel Platini”.

Sarà un’opportunità per la stessa Inter?
”Dopo aver chiuso i libri contabili in questo mese di luglio possiamo dire che la situazione sia migliorata rispetto all’anno precedente. E l’anno prossimo dovremmo avere ancora maggiori certezze in tal senso. Poi è giusto che la Uefa faccia le proprie verifiche”.

Per evitare sanzioni, non sarebbe più sicuro investire in giovani giocatori?
”Certo, ma bisogna anche capire che l’Inter non è un club che ha come mission l’allevamento di giovani calciatori. Inoltre, va detto che non tutti i ragazzi poi aumentano il prezzo di vendita. Con questo non voglio dire che l’Inter non sia un club per giovani, però c’è bisogno del giusto equilibrio tra giovani ed esperti. Ad esempio, anni fa l’Inter ha lasciato partire propri prodotti delle giovanili in cambio di grandi giocatori. La condizione certa è quella che bisogna rispettare il FPF”.

Siete sicuri che questa politica sarà vincente?
”Per essere sicuri di questo, bisogna che l’Inter eccella sia dentro che fuori dal campo. Ma, se non aumentiamo le entrate, diventa difficile essere competitivi. Quindi, la cosa principale è l’aumento delle entrate. Prendiamo l’esempio del Real Madrid: il club spagnolo ha un fatturato di circa 518 milioni di euro, mentre l’Inter era crollato a 169 milioni. Ancora oggi, l’Inter è dietro anche a club come Borussia Dortmund e Schalke 04. Ci sono state perdite riguardo anche la vendita dei biglietti. Importante è stata la conferma di Mazzarri. Poi è chiaro che noi vorremmo prendere dei top-player, ma bisogna essere realisti. Anche perché bisogna dire che la Serie A non ha più lo stesso appeal di qualche anno fa. Ma il potenziale c’è per tornare al top in Europa”.

E’ importante l’ingresso di investitori stranieri?
”Con l’ingresso di nuovi investitori come me e James Pallotta, la Serie A ha una nuova visione. Ormai tutti, dai proprietari alla Lega Calcio, si sono resi conto che in questo momento va aumentata la concorrenza. In questo modo, i ricavi per i diritti-tv dovrebbero aumentare. Sarebbe importante anche modificare gli orari per rendere il campionato fruibile per il mercato asiatico”.

E sullo stadio di proprietà?
”Io sono dell’idea che sia meglio un impianto da 40-50mila posti, ma sempre pieno, piuttosto che uno da 80mila mezzo vuoto. Il governo italiano, in tal senso, mi sembra molto collaborativo. Ma devo dire che tutto l’ambiente qui è molto aperto alle novità. Si sta pensando anche di ridurre il numero di squadre partecipanti alla Serie A per aumentarne la competitività”.

La difficile situazione economica generale sta incidendo negativamente?
”Questo è sicuro. Una delle soluzioni è quella di aumentare leggermente il prezzo dei biglietti a fronte di maggiori servizi, specie per donne e famiglie”.

Un termine di paragone per l’Inter?
”Beh, c’è il Milan, un club che è della stessa città e che gioca nello stesso stadio. Al momento, l’Inter è superiore nelle entrate”.

Ci sarà uno stadio di proprietà tutto nerazzurro?
”Come dicemmo con Moratti, il primo obiettivo è quello di mettere a posto le finanze e il business nel giro di 2-3 anni. A partire dal quarto anno, faremo una valutazione e capiremo se sarà meglio ristrutturare il Meazza oppure costruire un impianto nuovo”.

C’è l’esperienza del DC United che può aiutare…
”E’ vero. Va detto che negli Usa è tutto molto ben strutturato, ma non è detto che non si possa adottare qualche modello di gestione anche qui all’Inter. Ad esempio, in materia di FPF”.

Però i tifosi vorrebbero in squadra dei top-player: non teme di fare la figura dell’avaro?
“Come dico dall’inizio, adesso c’è bisogno di comprensione da parte dei tifosi perché siamo in un periodo di transizione. Dobbiamo essere realistici e guardare come si sviluppano club come Barcellona, Real Madrid o Manchester United. Bisogna darmi tempo”.

Per quanto riguarda le giovanili, c’è un progetto simile alla Masia del Barça?
”Il settore giovanile dell’Inter è già uno dei migliori in Italia e la prova è l’ultima vittoria del titolo Under-16. Speriamo che a breve ci sarà la promozione di uno o due elementi delle giovanili per rafforzare la Prima squadra”.

Fonte: tuttomercatoweb.com