Terzo posto o fallimento. Zero scuse

Mercato in netto divenire, siamo solo all’inizio o quasi, ma un’Inter già notevolmente cambiata si presenta con rinnovato entusiasmo ai nastri di partenza della nuova stagione. Rosa rinforzata in ogni reparto considerando i nuovi acquisti e quelli che, probabilmente, lo diventeranno. Chi prima, chi poi. João Miranda, Jeison Fabián Murillo, Martín Montoya e Geoffrey Kondogbia, e cito ovviamente anche Jonathan Ludovic Biabiany, ai quali molto presto si aggiungerà un jolly offensivo (forse due). E in questo caso i nomi più ‘caldi’ sono quelli di Mohamed Salah, Stevan Jovetic e Ivan Perisic, mentre non sono così sicuro che ci sarà un ulteriore ingresso in mediana. Indipendentemente da quest’ultimo aspetto, stiamo parlando sicuramente di gente importante, con quel mix di esperienza e gioventù, potenza e tecnica consegnato a Roberto Mancini che sarà già soddisfatto di quanto fatto dal direttore sportivo Piero Ausilio in queste settimane e mesi. In attesa delle uscite, passo non semplice ma di certo doveroso che il club dovrà compiere, per motivi sia numerici che economici. Squadra già oggi nettamente migliorata, quindi. Questo e fuori dubbio. Ma tra non molto…

Ebbene sì, tra non molto sarà solo ed esclusivamente il campo a parlare, diventando il giudice supremo di questa nuova Inter, chiamata a parer mio a strappare in ogni modo il pass per la prossima Champions League. Obbligatorio. Ovviamente, come detto in apertura, il mercato è ancora lungo e le concorrenti si rinforzeranno ancora (ad esempio una Roma oggi apparentemente immobile qualcosa di importante certamente farà, mentre al Milan manca ancora più di un tassello per migliorare una rosa ancora incompleta, seppur già migliorata con gli arrivi di Luiz Adriano e Carlos Bacca), ma indipendentemente da tutto pretendo per la prima, vera Inter di coach RM il piazzamento europeo. Non quello così tristemente di routine negli ultimi anni chiamato Europa League, ma quello importante, quello dalle ‘grandi orecchie’. Il vero habitat di un top club come quello nerazzurro che deve tornare ad esserlo nel minor tempo possibile.

Da novembre il Mancio ha dovuto far fronte alle notevoli difficoltà di un gruppo che peccava sia a livello tecnico-tattico che, soprattutto, di personalità. Come ammesso dallo stesso allenatore, questi mesi sono però serviti per migliorare la squadra che – sempre secondo il suo dire – ha compiuto i passi in avanti più importanti ed evidenti. Neanche la sua prima Inter, il suo Manchester City e il suo Galatasaray erano cresciuti tanto. Io generalmente tendo a fidarmi delle persone, e quindi a maggior ragione lo farò anche del mister che analizza la sua ‘creatura’-bis. E mi trovo anche d’accordo, anche se non sarà semplice integrare così tanti nuovi giocatori in poco tempo.

Occorre quindi ottimizzare al massimo il tempo a disposizione nel periodo pre-season (aggiungo che il ritiro di Riscone di Brunico è servito tantissimo, ho visto un allenatore molto carico che ha spremuto la squadra fisicamente e, altrettanto, tatticamente), e anche i big match in programma in Cina daranno ulteriori conferme, sia in negativo che in positivo, per poi presentarsi al kick-off del nuovo campionato almeno al 75%-80%. E in questa percentuale includo ogni aspetto (quindi fisico, mentale, tecnico e tattico) e sarebbe un gran successo presentarsi al via della nuova stagione a questi livelli.

Passando magari per alcuni come ‘severo’, in conclusione voglio esprimere chiaramente che l’Inter della prossima stagione avrà pochissime scuse. Veramente poche, zero oserei dire. Mesi di lavoro alle spalle con il nuovo allenatore e, soprattutto, un mercato di alto livello e in netto divenire. C’è tutto per fare bene nel 2015-2016, adesso bisogna solo aspettare il campo. Come detto, il giudice supremo. Perchè se non dovesse arrivare la tanto inseguita (oltre che citata) Champions League vorrebbe dire che la prossima sarà stata un’altra stagione fallimentare. L’ennesima di questi ultimi anni.