Sull’arrivo di Taider il timbro di Thohir. È il primo ciak della nuova era

Lui dice che l’Inter è un sogno. Lui, probabilmente, non sa che potrebbe passare alla storia come il primo acquisto avallato dalla futura proprietà interista. Perché prima dell’ingaggio di Saphir Taider – 5,5 milioni di euro per la metà – pare sia andato in scena un colpo di telefono fra Massimo Moratti ed Erick Thohir per la condivisione piena dell’investimento “in più” rispetto agli impegni di spesa precedenti, visto che a livello economico-finanziario questo esborso impatterà sul corrente esercizio.

IDENTIKIT PERFETTO — Insomma: il Taider “tuttocampista”, il Taider baby da plasmare ma quasi adulto, avrebbe il timbro sì di Moratti e ovviamente dello staff dirigenziale e tecnico (Mazzarri in primis) ma anche quello indonesiano perché tutte (ma proprio tutte) le componenti hanno considerato il franco-algerino importante innesto e certamente meno oneroso di Radja Nainggolan. L’identikit di Taider, fra l’altro, entrerebbe con piene credenziali dentro al disegno progettuale del magnate deciso a costruire una squadra basata sui migliori giovani in circolazione, una sorta di Arsenal che in 2-3 anni possa tornare a livelli da prima fila con una gestione comunque sostenibile (non da sceicchi, per intenderci).

GRAZIE A BOLOGNA E INTER — E l’energia… sostenibile di Saphir Taider è tanta. Soprattutto può essere distribuita in buona parte della metà campo (fasce laterali escluse). Saphir ieri mattina ha sostenuto le visite mediche all’Ospedale San Raffaele e nel primissimo pomeriggio si è recato in sede (in cui due ore prima era apparso Mazzarri) per firmare il quadriennale a 800.000 euro come primo gradino. Nel suo contratto sono stati inseriti premi e bonus, anche a obiettivi individuali. “Sono molto contento – racconta attorno alle 14 -, ringrazio il Bologna per avermi lasciato andare via e l’Inter per l’opportunità che mi dà di giocare in una grande squadra. Cos’è per me l’Inter? Una grandissima squadra che ha vinto tutto, sono felice”.

CENTROCAMPISTA MODERNO — E particolarmente contento è WM: perché col Tuttocampista Taider – che Stefano Pioli a Bologna ha ben modellato come centrocampista trivalente- Mazzarri può dare vita a varianti importanti, un po’ come fece a Napoli. Saphir ha il dna del centrocampista moderno, nasce soprattutto come centrale davanti alla difesa e col tempo cresce e trova fiducia nel cercare spazi, nell’aggredirli, nel mirare la porta. Le sue originarie propensioni alla chiusura hanno insomma via via trovato l’abbinamento degli inserimenti con qualità, gamba, resistenza e anche visione della porta. Ed è per questo che Mazzarri sa di poter lavorare con Taider sia in un 5-3-2 al fianco di Cambiasso (o al suo posto) e come primo cambio di Guarin (quindi da mezzala destra), e sia in un 3-4-2-1 che è poi la variante che più stuzzica il tecnico.

PERNO E TREQUARTISTA — Sia chiaro: Saphir Taider ha 21 anni e quindi necessita ancora di perfezionamenti, ma la sua versatilità gli permette – in un 3-4-2-1 sbilanciato – sia di fare il perno di metà campo proteggendo le incursioni di Kovacic e dei due trequartisti, e sia – con maggior bilanciamento – di fungere da finto trequartista incursore, un po’ per dare noia al regista avversario e un po’ per guardare in verticale senza dimenticare i rientri. Taider è prospetto interessante che corre anche senza sosta e con altruismo. E pure questo a Mazzarri piace un sacco.

Fonte: gazzetta.it